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CRM.
Non perdiamo di vista l'aspetto chiave:
le percezioni del cliente.
Il CRM visto da una prospettiva psicologica
e di psicologia sociale.
di Rachel L.Vigue, Riccardo Paterni
(tratto da "Sistemi & Impresa", n.9
- Novembre 2003)
Da quando
negli anni novanta Tom Siebel ha coniato e diffuso il termine
CRM, si è parlato molto di questo nuovo modo di gestire
in maniera intelligente e razionale il rapporto con la clientela.
Il concetto CRM è quindi nato, e si è diffuso,
come strumento tecnologico evoluto al servizio delle aziende.
Un mercato aperto da Siebel ha poi visto il moltiplicarsi
dell'offerta di prodotti sempre più sofisticati dedicati
al Customer Relationship Management. Tutto questo ha stimolato
una crescente attenzione al lato tecnologico dello strumento
trascurando spesso l'approfondimento dell'aspetto originale
ed essenziale del CRM: la gestione di reali relazioni con
la clientela.
Riteniamo utile parlare di CRM concentrandoci proprio sul
fattore alla base di queste relazioni: le percezioni del cliente.
Utilizzando l'analisi di queste percezioni presenteremo schemi
guida di valutazione di strumenti CRM efficaci. Faremo questo
proponendo basi concettuali che abbiamo elaborato traendo
spunto dal libro "Rethinking the Sales Force. Redefining
Selling to Create and Capture Customer Value" di Neil
Rackham e John De Vincentis (McGraw-Hill Publishing - 1999).
Un libro che illustra la prospettiva pratica del cliente come
elemento chiave alla comprensione di dinamiche commerciali
ormai in continuo cambiamento. Esperienze vissute con clienti
in vari settori economici, ci hanno fatto giungere alla conclusione
che l'efficacia di un sistema CRM può essere misurata
facendo riferimento alla capacità dello strumento di
supportare l'azienda nel rispondere alla domanda: come creare
valore aggiunto nelle percezioni del cliente? In quest'ottica
è sempre attuale il vecchio detto: "il cliente
ha sempre ragione?" . E' possibile sfruttare questa prospettiva
a beneficio di una costruttiva e duratura relazione commerciale?
Percezioni
Le percezioni del cliente all'interno del contesto di una
relazione commerciale possono essere classificate in tre categorie
di rapporto cliente/fornitore: la vendita transazione;
la vendita consulenziale e la vendita impresa.
Ciascuna di queste è caratterizzata da una diversa
prospettiva del cliente, prospettiva che ha un impatto diretto
e sostanziale nel rapporto con il fornitore.
La vendita transazione ha come oggetto della fornitura
prodotti che nelle percezioni del cliente sono ben identificati
anche nel dettaglio. Il cliente sa esattamente cosa vuole,
come e quando lo vuole. Fanno parte di questa classificazione
tutti i prodotti di commercio, beni durevoli e non durevoli
dei quali il cliente conosce bene le caratteristiche e le
modalità d'uso.
La vendita consulenziale ha come oggetto la fornitura
di soluzioni a problematiche che il cliente si pone ed intende
affrontare. In questo caso il cliente percepisce un problema
in una maniera relativamente ben definita e percepisce di
avere bisogno di un intervento esterno, spesso un know-how
specialistico, per la risoluzione del problema stesso. Fanno
parte di questa classificazione tutte quelle attività
di servizi che supportano il cliente nell'identificazione
del bisogno e ne propongono una soluzione.
La vendita impresa è la tipologia di vendita
più sofisticata e complessa. Ha come oggetto la fornitura
di una vera e propria partnership strategica e operativa nella
realizzazione di un progetto. Il cliente percepisce la necessità
di un supporto strategico ed operativo esterno alla realizzazione
di un progetto che altrimenti non potrebbe completare da solo.
In questo caso l'analisi delle percezioni del cliente è
molto più complessa in quanto sono presenti molte variabili
che influenzano il suo modo di vedere il fornitore: presenza
di un know-how utile, struttura organizzativa adeguata, metodi
di lavoro e di pensiero in linea con i propri.
Attenzione, queste categorie di classificazione non dipendono
dalla tipologia di prodotto, soluzione o know-how organizzativo,
ma semplicemente dalle percezioni di quel determinato cliente.
In altre parole all'interno dello stesso contesto (mercato
dei viaggi vacanza) possiamo avere clienti che percepiscono
il rapporto come una vendita transazione (il cliente sa già
nel dettaglio dove e quando vuole andare), clienti che lo
percepiscono come vendita consulenziale (il cliente percepisce
la necessità di andare in vacanza ma non sa bene ne
dove ne come ne quando), e clienti che lo percepiscono come
vendita impresa (il cliente vuole proporre un proprio spettacolo
teatrale realizzato appositamente per il contesto villaggi
vacanza). Questo richiede una gestione del rapporto diversa
in ciascun caso proprio perché è diversa la
percezione del cliente rispetto al valore aggiunto prodotto
dal fornitore.
Valore
aggiunto
Il valore aggiunto è ciò che costituisce il
fattore cardine della percezione del cliente e lo guida all'acquisto.
Uno stesso prodotto, o uno stesso servizio possono avere un
valore aggiunto nullo nelle percezioni di un cliente o notevole
nelle percezioni di un altro potenziale acquirente. Per questo
è necessario chiarire quali siano le dinamiche psicologiche
e di psicologia sociale (psicologia influenzata dal contesto)
che determinano la percezione di valore aggiunto nelle tre
classificazioni di relazione commerciale precedentemente descritte.
Nella vendita transazione il valore aggiunto è
percepito semplicemente nel risparmio economico (a parità
di prodotto le cui caratteristiche sono ben chiare e definite
dal punto di vista del cliente) e nella semplicità
logistica di acquisto.
Nella vendita consulenziale il valore aggiunto è
percepito da quanto la soluzione proposta dal fornitore soddisfi
il bisogno del cliente, in altre parole sia "calzante"
rispetto alle sue necessità.
Nella vendita impresa il valore aggiunto è percepito
dal grado di utile concretezza operativa e strategica organizzativa
trasmessa dal fornitore. In altre parole dalla valutazione
basata su elementi concreti di quanto effettivamente quanto
offre il fornitore, in termini di know-how e organizzativi,
rappresenti complessivamente il modo più adeguato di
affrontare la realizzazione di un progetto comune.
CRM
al servizio della percezione di valore aggiunto del cliente
Che significato ha tutto questo in termini di sviluppo e gestione
di un sistema CRM? La considerazione di base da fare è
che un CRM è efficace quando supporta l'azienda nel
comprendere ed influenzare in modo pratico e mirato le percezioni
del cliente. Il fattore di successo di uno strumento CRM quindi
varia in funzione della tipologia di relazione commerciale.
Nel contesto della vendita transazione uno strumento
per il CRM è efficace nella misura in cui consente
all'azienda fornitrice di analizzare dati e proporre soluzioni
relative ai due aspetti chiave nella percezione del valore
aggiunto: prezzo e logistica di acquisto. L'obiettivo è
quello di ottimizzare la gestione di questi due aspetti nell'ambito
della transazione commerciale. In tal senso, il CRM deve rappresentare
un supporto concreto alla risoluzione di problematiche quali:
l'azienda fornitrice ha modo di essere consapevole del livello
di prezzi applicati da concorrenti per lo stesso prodotto?
Come è possibile semplificare al massimo l'atto di
acquisto in termini di tempo e difficoltà operativa
vissuta dal cliente? E' possibile creare analisi statistiche
su questi fattori ed innescare procedure di miglioramento
costante su queste variabili?
Nel contesto della vendita consulenziale uno strumento
per il CRM è efficace nella misura in cui supporta
l'azienda fornitrice nell'influenzare positivamente le percezioni
del cliente riguardanti la soluzione proposta. Una soluzione
che deve essere percepita come pienamente adeguata rispetto
alle proprie necessità o almeno come la più
adeguata rispetto ad altre alternative. In cosa deve consistere
questo supporto? Innanzi tutto nel facilitare l'azione del
fornitore nel compito difficilissimo di stimolare il cliente
ad articolare al meglio la natura delle proprie necessità.
Da un punto di vista pratico di relazione, un fattore chiave
nella vendita consulenziale è la capacità di
ascolto attivo (saper ascoltare e saper porre le giuste domande)
manifestata dal fornitore. Uno strumento CRM deve rappresentare
un supporto concreto su questo tema. Oltre a ciò lo
strumento deve anche consentire una dettagliata analisi delle
necessità articolate dal cliente nel corso non solo
di una singola relazione commerciale, ma nel tempo. Questo
allo scopo di rendere l'azienda sempre più efficace
nella capacità non solo di servire le necessità
del cliente ma anche di prevederle da un punto di vista di
contenuti e aspetti temporali. I call-center più organizzati
ed efficaci (ancora una volta nelle percezioni del cliente)
utilizzano la tecnologia CRM seguendo questi schemi guida.
Nel contesto della vendita impresa l'efficacia di uno
strumento CRM è valutata nella misura in cui consente
all'azienda di articolare e comunicare efficacemente al cliente
le caratteristiche di know-how e organizzative che sono percepite
come più adeguate al contesto progettuale che si intende
sviluppare. Da un punto di vista pratico, di gestione ed analisi
di contenuti, la gestione di dati ed informazioni diviene
sempre più complessa ed, al tempo stesso, sempre più
essenziale da parte del fornitore. Uno strumento CRM efficace
deve gestire in modo efficace almeno due tipologie di contenuto.
Un contenuto riguardante l'analisi e la scomposizione anche
dettagliata del know-how organizzativo aziendale. Un secondo
contenuto riguardante modalità di analisi scomposizione
delle necessità progettuali del cliente. Tutto questo
allo scopo di saper rapportare in modo analitico e descrittivo
le caratteristiche dell'azienda fornitrice rispetto alle necessità
progettuali del cliente.
Nel presentare
questa breve descrizione del naturale rapporto fra uno strumento
CRM efficace e le percezioni del cliente, abbiamo volutamente
rappresentato una realtà concettualmente semplificata.
Infatti, le tre tipologie di vendita utilizzate come categorie
di classificazione non hanno in realtà dei bordi di
confine ben marcati: si distribuiscono su una linea continua
che va dalla vendita transazione allo stato puro alla più
sofisticata vendita impresa. Volutamente abbiamo scelto di
semplificare questo contesto allo scopo di fornire comunque
spunti concreti di riflessione su quali siano i fondamentali
fattori guida allo sviluppo di soluzioni tecnologiche CRM
efficaci. Un'efficacia basata su due fattori: 1) tenere in
forte considerazione gli aspetti pratici della transazione
commerciale visti dalla prospettiva del cliente; 2) tenere
ben presente che, almeno da un punto di vista psicologico
e di psicologia sociale, sono sempre e comunque le percezioni
del cliente che determinano il successo di strumenti, prodotti,
soluzioni e organizzazione del fornitore.
Alla luce di queste considerazioni il cliente indubbiamente
continua ad "avere sempre ragione" nel come percepisce
il proprio problema ed il valore aggiunto alla soluzione di
questo problema; sta poi al fornitore, supportato da strumenti
come un efficace CRM, proporre prodotti e soluzioni che stimolino
e soddisfino queste percezioni per un successo duraturo del
rapporto commerciale.
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