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Gennaio 2001 - n.8 -  Bollettino di informazione mensile

L'Argomento del Mese:

PIANI DI INCENTIVAZIONE DEI DIPENDENTI

ovvero, Employee Incentive Plans.

Gli incentivi ed i "piani di retribuzione variabile" (guadagno potenziale del dipendente, eccedente la retribuzione base, che varia in base al raggiungimento di determinati obiettivi di "performance") sono tradizionalmente tipici degli Addetti al Marketing e Vendite e dei Dirigenti: gli Addetti al Marketing e Vendite sono pagati a provvigioni, mentre i Dirigenti ricevono "bonus". In entrambi i casi, mentre le retribuzioni possono variare, gli incentivi costituiscono una parte standard dei pacchetti retributivi.

Nel settore privato, così come, in parte, nel settore pubblico, assistiamo alla crescente tendenza all'uso di piani di incentivazione per ogni tipo di posizione professionale. In alcune circostanze, i dipendenti possono potenzialmente ricavare da tali piani un guadagno superiore del 10-20 per cento rispetto alla loro retribuzione base. Per i livelli dirigenziali, gli incentivi superano spesso di gran lunga la soglia del 20 per cento. Nell'ottica di questa tendenza, alcune aziende stanno aumentando le retribuzioni base in proporzione inferiore rispetto a quanto accadesse in passato, dando ai dipendenti maggiori opportunità di guadagno dal punto di vista della retribuzione variabile. Indipendentemente dal piano di incentivazione o dall'assetto retributivo totale ad esso associato, un numero sempre crescente di aziende intende creare un legame più stretto tra retribuzione e performance.

Se sei un Manager o un Direttore Risorse Umane con un piano di incentivazione già operativo, oppure intendi metterne a punto uno, le seguenti linee guida potranno esserti di aiuto:

u Stabilisci obiettivi chiari. Definisci quali tra i tuoi collaboratori hanno bisogno di puntare ad ottenere incentivi. La "buona performance" determinata unicamente a discrezione del Manager è un criterio troppo vago per poter funzionare.

u Accertati che gli obiettivi siano stimolanti, ma allo stesso tempo raggiungibili.

u Associa agli obiettivi dei criteri di valutazione. Se lo strumento di valutazione implica lavoro, quest'ultimo può essere giustificato nella misura in cui non comporti oneri o carichi rilevanti che gravino sull'attività lavorativa stessa. Ad esempio, vale la pena pianificare e condurre indagini di mercato per valutare la soddisfazione del cliente. Nei limiti del possibile i tuoi collaboratori dovranno avere la piena padronanza delle proprie performance, seguendone l'evoluzione in modo da poterne chiaramente riconoscere i risultati.

u Stabilisci una chiara prospettiva per i partecipanti al piano, ovvero, accertati che i tuoi collaboratori comprendano la relazione tra gli sforzi spesi nella performance e gli incentivi a cui possono ambire. Dovrebbero poter rilevare un nesso diretto tra le due realtà. In questo senso, ogni sorta di incentivo discrezionale o arbitrario viene meno.

u Comunica in modo comprensibile la cifra o la cifra percentuale che i dipendenti possono guadagnare. Se non dici ai tuoi collaboratori in cosa consiste il piano di incentivazione, essi non sapranno come meritarsi l'incentivo. Occorre astenersi dai piani "segreti" di incentivazione che coprono con un velo di mistero il criterio di assegnazione dell'incentivo stesso. D'altro canto, se il piano è troppo complesso, viene meno al suo stesso scopo. La confusione non è strumento di motivazione.

u Prefissa condotte o fattori determinanti come criteri di successo negli affari. Se gli obiettivi sono troppo ristretti, è possibile che tu stia premiando una determinata condotta, ignorandone altre che finiranno per creare problemi. Se ad esempio crei incentivi mirati a ricompensare un collaboratore per i livelli di produttività dimostrati, ma ignori allo stesso tempo la qualità, è probabile che accanto a un incremento nei livelli di produzione osserverai maggiori difetti di tipo qualitativo. Alcuni criteri di definizione degli obiettivi sono: i volumi prodotti, gli utili generati, i risparmi economici, l'accuratezza, la soddisfazione del cliente, la tempestività e la sicurezza sul lavoro.

u Rendi significativo e rimunerativo agli occhi del tuo collaboratore l'incentivo meritato per il raggiungimento di un obiettivo.

u Programma cicli di incentivazione frequenti, da una volta al mese ad una volta a trimestre. Maggiore è tale ciclo, minore sarà l'impatto dell'incentivo sulla performance.

u Riserva la creazione di incentivi di gruppo a situazioni in cui esiste un nesso tra il lavoro individuale all'interno del gruppo e gli sforzi congiunti spesi a vantaggio dei "risultati di squadra". Se i tuoi collaboratori si qualificano maggiormente come specialisti a livello individuale, un incentivo di gruppo sarà poco adeguato.

Esiste un altro aspetto da tenere in considerazione nell'ambito di un piano di retribuzione variabile: se variate frequentemente le linee guida del piano stesso o rendete gli obiettivi più difficili da raggiungere, con il risultato di rendere meno probabile il riconoscimento ed il pagamento dell'incentivo, è come se creaste un "piano disincentivazione". I dipendenti saranno allora più propensi a considerare tale piano come una misura di controllo e contenimento dei costi da parte del direttivo, anziché uno strumento per la motivazione della performance.

Adattato dal libro, Managing People di Bob Adams, Et AI..

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