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L'Argomento
del Mese:
Capitale
Umano come voce di Bilancio?
Quando
parliamo della possibilità di misurare il valore delle
persone dobbiamo prendere in considerazione i due aspetti
della questione: quello economico e quello spirituale.
Allo scopo di questa riflessione possiamo accettare
il valore spirituale intrinseco delle persone e concentrarci
sull'aspetto economico. In pratica tutte le misurazioni
relative al valore prodotto dall'azienda sono in effetti
misurazioni del valore umano, inteso come unità economica
e come essere spirituale.
Parlare
di esseri spirituali può suonare ad alcuni sciocco o
retorico, tuttavia è così: i Vostri impiegati sono esseri
spirituali. Nessuna somma di denaro pagata come retribuzione
può risarcire l'anima di una persona che ha speso la
propria vita facendo un lavoro di routine. Infatti,
neanche un alto grado di soddisfazione economica può
compensare l'amarezza di una tale esperienza. Al contrario,
un lavoro appagante costituisce di per sé un compenso,
sia per l'individuo che per l'azienda. In ultima analisi
possiamo affermare, sulla base di una chiara e sufficiente
evidenza, che un'azienda la quale riesca a rendere il
lavoro il più appagante possibile, svilupperà e manterrà
lavoratori più produttivi e clienti più affezionati.
Solamente
le persone sono in grado di generare valore attraverso
l'applicazione della loro umanità intrinseca, attraverso
la loro motivazione, le abilità apprese e la sapiente
manipolazione degli strumenti: tutte cose, queste, che
nessun nuovo macchinario, nessuna tecnologia o impianto
potrà mai apportare in un'azienda.
Perché
dunque le imprese non hanno ancora attribuito il giusto
valore al loro "capitale umano"? Una delle
ragioni risiede nel fatto che la maggior parte dei dirigenti
ha ormai aderito al mito che considera attendibile solo
l'informazione finanziaria standard (mito che la
cronaca finanziaria recente fa vacillare). Il fatto
di aver applicato per 500 anni la contabilità a partita
doppia ci ha portati a credere che i numeri delle formulazioni
finanziarie riflettano verità assolute. Non è proprio
così. Esse riflettono dei fatti, ma solo raramente delle
verità. C'è un solo numero, su un foglio di bilancio,
verificabile nella sua essenza di verità, e cioè una
voce attiva: il contante. Tutti gli altri numeri sono
una combinazione di speranze, accordi e aspettative.
Siamo disposti ad ammettere che questo sistema possa
essere utile, fino ad un certo punto, per dirci cosa
è successo nell'ultimo periodo - almeno per quanto è
possibile mostrare con le suddette procedure.
Ma
i dati che ne scaturiscono possono essere accurati e
precisi solo se gli input che li generano sono anch'essi
precisi, e ogni uomo d'affari sa benissimo che tali
input tendono ad essere manipolati. Quanto diligentemente
la contabilità sia riuscita ad ignorare il capitale
umano può esser visto praticamente in ogni libro che
tratti di indici di bilancio.
Un
tipico esempio è la "Guida Tascabile agli Indici
di Bilancio". In più di 300 pagine l'unica volta
in cui appare una misurazione relativa ai dipendenti,
essa è presa in considerazione in quanto costo e mai
come leva finanziaria. La guida si conclude con una
lista di tredici referenze agli indici, pubblicate da
eccellenti nomi dell'editoria. Nessuna di queste prende
in considerazione il capitale umano, neanche come voce
dì costo. La contabilità standard non riesce ad assolvere
alle esigenze odierne per due motivi. Per prima cosa
essa guarda solo all'interno dell'organizzazione, essendo
il suo ruolo primario quello di conservare l'assetto
finanziario dell'impresa. Secondariamente, poi, la contabilità
si concentra solo sul passato. Se ciò di cui abbiamo
bisogno è uno sguardo all'interno e al passato dell'azienda,
allora la contabilità è ciò che fa al caso nostro. Ma,
al contrario, oggi noi abbiamo bisogno di concentrarci
su questioni che siano in grado di generare benessere
e su azioni che sappiano ricavare valore dal mercato.
E, soprattutto, abbiamo bisogno di concentrarci sul
futuro. Non si può aver successo entrando nel futuro
con gli occhi fermi sul passato. L'avvento di nuove
forme di contabilità - come ad esempio la misurazione
del valore economico aggiunto - è un passo promettente
verso la giusta direzione. Perciò consideriamo la contabilità
per quello che è, senza farne un oggetto di culto a
scapito di altri utili dati.
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Adattato
dal libro, The ROI of Human Capital di Jaz Fitz-enz
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