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Agosto 2002 - n.27 - The Newsletter

L'Argomento del Mese:

Il contributo Tangibile del Capitale Umano

 

Tutti gli elementi costitutivi di un'azienda, eccetto le persone, sono di per sé inerti. Essi infatti altro non sono che risorse passive in grado di generare valore solo se utilizzate dalle persone. La chiave risolutiva per il sostentamento di un'impresa redditizia o di un economia fiorente risiede quindi nella produttività della forza-lavoro, cioè del nostro capitale umano.

Perché dunque le aziende sono ancora così restie ad investire nelle loro risorse umane? Come abbiamo già accennato nella Newsletter del mese scorso, i metodi di contabilità tradizionali hanno la loro parte di responsabilità in questo tipo di atteggiamento.

Ma anche alcuni dei seguenti "miti", a cui i manager di oggi hanno ormai aderito, contribuiscono a spiegare il paradosso del fenomeno in esame.

Alcuni, ad esempio, affermano che il capitale investito determina in modo consistente la produttività delle persone. In senso assoluto questa affermazione è corretta: se mi viene fornito un computer megagalattico, dalle prestazioni straordinarie, posso sicuramente risolvere delle equazioni matematiche più velocemente di quanto potrei fare usando il mio portatile. Ma la questione è: sarei in grado di svolgere le stesse operazioni velocemente come un professore di matematica dotato dello stesso equipaggiamento? Sicuramente no. Questo è il valore aggiunto delle persone.

Un argomento che si collega a questa problematica è quello del valore-potenzialità della marca (spesso si sente dire, da parte delle aziende, "Abbiamo un mercato di nicchia" come pretesto per un certo disinteresse ad investire nel campo del marketing e delle risorse umane). Alcuni dirigenti sono convinti che il valore-potenzialità di una marca abbia molta voce in capitolo nel decretare il successo di una determinata figura commerciale. Senza dubbio se devo vendere Coca Cola invece di una cola qualunque, probabilmente venderò molto di più e con meno difficoltà. Ma, se c'è un commerciale più abile di me, sicuramente questi venderà più Coca Cola di me. Quindi è ragionevole affermare che solo fattori quali le conoscenze, le abilità e l'operato delle persone sono in grado di influire sul risultato di una determinata situazione. Non di meno è anche vero che le conoscenze, le abilità e l'operato delle persone possono fare la differenza in quasi ogni situazione.

Le cognizioni, le capacità e le attitudini della forza-lavoro sono gli elementi che distinguono le imprese vincenti da quelle mediocri. Si tratta di una complessa combinazione di fattori. Infatti, le persone di per sé non sono l'unico fattore di forza costituente l'intrinseca potenzialità del capitale umano. Se la chiave risolutiva per creare valore consistesse solo in un "conteggio di teste", allora la persona più ottusa, di basso livello, verrebbe ad assumere lo stesso valore di una molto più brillante e preparata. In realtà è l'informazione che la persona possiede e la sua disponibilità a condividerla che decreta il suo valore potenziale. Conoscenze e persone sono unite da un legame inesorabile, come mai è avvenuto prima. La presenza delle une senza le altre costituisce ormai una situazione non più ottimale. Piuttosto che edifici più imponenti o maggiore disponibilità di equipaggiamenti, gli impiegati hanno bisogno di informazioni aggiornate, rilevanti e, soprattutto, ben organizzate (equipaggiamenti senza le dovute istruzioni per operare o dati indecifrabili sono praticamente inutilizzabili). L'imperativo dei manager deve essere quello di fornire tempestivamente dati utili al proprio capitale umano e favorirne la formazione per l'utilizzo degli stessi.

L'abilità e l'esperienza di una persona possono permetterle di: trasformare i dati in informazioni significative; trasformare l'informazione in "intelligenza" relativamente ad un determinato aspetto del business; e condividere questa "intelligenza" con gli altri.

La motivazione a condividere l'informazione è la barriera ancora inesplorata per i sistemi di informazione e di estrazione del valore. Quante volte abbiamo visto imprese tentare di implementare SAPT o attivare nuovi sistemi gestionali di alto livello, fare ciò con scarsi risultati? Ribadiamo: avere dati significativi di per sé non è più utile che possedere qualsiasi altra risorsa, ameno che non si sappia come, perché e quando condividerli. L'esperienza ha dimostrato in più occasioni che senza la cognizione di cosa condividere e senza la motivazione a farlo in modo altruistico, l'informazione non è che un altro costoso elemento dell'azienda, sfruttato al di sotto delle proprie potenzialità.

La conclusione inevitabile di questa argomentazione è che il profitto a lungo termine ormai dipende dalla creazione di una cultura aziendale che promuova la condivisione dell'informazione. E la creazione di una tale cultura è possibile.

I Vostri commenti saranno graditi.

Mandate le Vostre e-mail a : pl@global-service.it

Adattato dal libro, The ROI of Human Capital di Jaz Fitz-enz

 

LA CHECKLIST DEL CAPO

5 Strategie per Favorire il Lavoro di Squadra

Squadre di lavoro efficienti possono compiere meraviglie nel decretare il successo della Vostra azienda. Coloro che fanno parte di una squadra di lavoro possono sentirsi più importanti e capaci. Inoltre, possono avvertire un maggior senso di appartenenza all'azienda e sviluppare relazioni di lavoro eccezionalmente forti e produttive con i propri colleghi. Quelli che seguono sono alcuni suggerimenti per favorire il lavoro di squadra nella Vostra azienda:

1. Cominciate dai "piani alti". Assicuratevi che il Vostro staff esecutivo funzioni come un gruppo compatto. Preoccupatevi di raccogliere un certo feedback su quanto le diverse persone che ne fanno parte incontrano le aspettative degli altri e fate in modo che si impegnino personalmente a lavorare insieme in modo più efficace. Organizzate un ritiro finalizzato a costruire un certo spirito di gruppo. Non siate disposti a tollerare divisioni all'interno del Vostro staff.

2. Assumete persone con attitudine al lavoro di squadra. Reclutate candidati che abbiano nel proprio curriculum esperienze di lavoro di squadra, che si trovino bene a lavorare con altre persone, crescano all'interno di un contesto di gruppo e che svolgano il proprio lavoro con la voglia di contribuire ad uno sforzo collettivo. In ambito di colloquio chiedete loro se preferirebbero che la loro performance lavorativa fosse giudicata in base ai loro meriti individuali oppure in base alla loro capacità di agire all'interno di una squadra. Scartate i candidati che preferiscono essere considerati per i loro meriti individuali.

3. Definite il lavoro di squadra. Diffondete tra i Vostri impiegati, in tutta l'azienda, un prospetto chiaro e definito dei comportamenti che Vi aspettate in ambito di lavoro di squadra. Mettetelo in forma scritta e discutetene con ogni impiegato per assicurarVi che siano stati capiti ed accettati. Per esempio, alcune voci di tale prospetto potrebbero essere:

- Cooperate con i Vostri colleghi.

- Offritevi di aiutare i Vostri colleghi se sono in difficoltà.

- Mostrate ai nuovi impiegati come si devono fare le cose e date il buon esempio.

4. Celebrate i successi ottenuti dalle squadre di lavoro. Riconoscete e premiate gli individui che hanno saputo lavorare bene in squadra.

5. Siate decisi con coloro che ostacolano le iniziative di squadra. Imponete delle conseguenze con coloro che si rifiutano di collaborare. Portate ad esempio quegli impiegati che pongono il proprio benessere al di sotto di quello della squadra.

Adattato dal libro Smart Moves For People in Charge di Sam Deep & Lyle Sussman

Libro da non perdere

 

L'identificazione con l'impresa.

Comportamenti individuali e processi organizzativi

Massimo Bergami

Il comportamento delle persone orienta in profondità i processi organizzativi e si riflette sensibilmente sulle performance delle imprese, particolarmente nelle situazioni di elevata incertezza e complessità. Questa consapevolezza sta inducendo studiosi e operatori a spostare la propria attenzione sulle risorse umane, dedicando sforzi sempre maggiori alla comprensione dei comportamenti organizzativi e delle variabili che li influenzano. Il volume intende analizzare l'identificazione con l'impresa, un importante aspetto nel comportamento organizzativo, la cui intensità è collegata al grado con cui un individuo inserisce la propria membership organizzativa nel concetto che ha di sé.

 

(Ed. Carocci, ISBN 8843004700, Euro 12.39)

Perla di saggezza

"Quello che conta è ciò che uno impara quando sa già tutto"

John Wooden

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