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Settembre 2002 - n.28 - The Newsletter

La Checklist del Capo:


8 Modi per Assicurarsi che La Formazione sia Concretamente efficace

 

1. Esaminate le affermazioni contenute nella visione della Vostra azienda, i piani strategici e gli obiettivi comuni. 

Lo scopo della formazione è quello di fornire agli impiegati l'informazione, le conoscenze e le capacità necessarie per realizzare i Vostri piani in ambito commerciale.

 

2. Studiate le richieste e i reclami dei clienti. 

Le lamentele dei clienti sono sintomi che indicano la necessità di ricorrere ad ulteriore formazione.

 

3. Chiedete ai Vostri manager ed ai Vostri impiegati.

Fatevi dire dai Vostri manager, in forma scritta oppure nel corso di colloqui faccia-a-faccia, di quale tipo di formazione loro, e le persone che dirigono, abbiano bisogno. Chiedete direttamente ai Vostri impiegati di quali abilità aggiuntive sentano la necessità di essere maggiormente produttivi.

 

4. Dichiarate la Vostra disponibilità. 

Fate in modo che gli impiegati sappiano quanto sia vitale la formazione per Voi. Insistete perché i supervisori si rendano utili nello sviluppo dei loro subordinati diretti.

 

5. Decidete quale tipo di formazione deve essere svolta all'interno o all'esterno dell'azienda. 

A lungo termine i costi relativi all'uso di formatori interni oppure di esperti esterni sono all'incirca equivalenti.

- Formatori Interni hanno il vantaggio di garantire una maggiore continuità e possono più facilmente monitorare i progressi successivi alla formazione. Il loro punto di forza è l'educazione di base legata all'azienda e la costruzione di abilità tecniche.

- Formatori Esterni offrono un raggio di conoscenza e di esperienza più vasto. Il loro utilizzo risulta maggiormente vantaggioso in ambiti più "delicati" quali: la leadership, la costruzione dello spirito di squadra, il servizio clienti e il miglioramento delle capacità di relazione interpersonale. Un consulente esterno potrebbe essere anche utile per aiutarVi a pianificare i meeting e le sessioni di problem-solving.

Gli altri 3 modi sul prossimo numero.

Adattato dal libro, Smart Moves For People In Charge di Sam Deep & Lyle Sussman

L'Argomento del Mese:

Cultura Aziendale: il valore aggiunto al mix di tecnologia e risorse umane

Quello della Cultura Aziendale è un campo che è stato ampiamente trascurato dai manager. Qualcuno potrebbe affermare che la cultura aziendale è semplicemente una derivazione del concetto di capitale umano, ma non è così. La cultura aziendale è l'elemento caratterizzante di qualsiasi organizzazione. E' il suo segno distintivo. 

Il concetto di cultura aziendale è stato introdotto da Deal e Kennedy nel 1982. Sono stati loro a descrivere come questa parola racchiuda tutte le aspettative, i rituali, i taboo, le ricompense e le sanzioni poste alla base alla vita di un'azienda. In seguito Trompenaars e Hampden-Turner hanno esteso e diffuso in tutto il mondo il concetto suddetto, arrivando a parlare di emanazioni universali di sistemi di valori aziendali. 

Al di là di un semplice sistema di retribuzione competitiva, adesso molte aziende si stanno sforzando di costruire ambienti in cui le persone vogliono lavorare. Altri dirigenti invece alzano le spalle e affermano di non avere tempo sufficiente per occuparsi di cambiare la cultura della loro azienda. Il che equivale a dire: " Le persone di cui sono responsabile stanno morendo di malaria, ma io non ho tempo di prosciugare la palude nella quale pullulano le zanzare che stanno propagando il contagio". 

I dirigenti che adottano questo atteggiamento poco lungimirante e semplicistico, immancabilmente otterranno come risultato aziende deboli e dalla vita breve.

 

Una delle reazioni più comuni alla sfida rappresentata all'informazione è quella di investire nella tecnologia. Certamente è una scelta necessaria ma, di per sé, raramente essa conduce alla soluzione che ci necessita. La tecnologia è un bene passivo. Il computer e i programmi non aggiungono valore a meno che abili esseri umani non mettano le loro sapienti mani sulle tastiere ed inizino a trarre dai programmi di software il potenziale che vi è contenuto. Alcuni studi non ufficiali hanno rilevato che solo poche aziende investono nella formazione necessaria per sfruttare al massimo le potenzialità offerte dalla tecnologia. Questa constatazione ci conduce a concludere che la tecnologia, unita alla necessaria formazione, potrebbe rendere i lavoratori di qualsiasi livello maggiormente produttivi. Questo però rappresenta solamente il primo passo da fare. Ci sono altre due fattori che dovrebbero necessariamente essere presi in considerazione. Uno di questi riguarda la produzione di dati. Tutti i processi generano un'emissione di dati. La maggior parte di questi dati non viene selezionata, raccolta né condivisa. Alcuni dirigenti si rendono conto di possedere grandi quantità di dati all'interno delle loro aziende, ma raramente sono disposti ad investire allo scopo di convertirli in intelligenza per aumentare la produttività. Abbiamo intavolato innumerevoli discussioni con dirigenti che ammettono questa lacuna ma, ciò nonostante, non fanno niente per colmarla. Noi riteniamo che la motivazione di questo comportamento risieda nel fatto che essi sono stati preparati all'analisi dei dati finanziari, ma non in materia di utilità della prestazione lavorativa umana abbinata al contesto della tecnologia. Si rendono conto che non potrebbero gestire n'azienda senza disporre di una adeguata informazione finanziaria, man non danno abbastanza importanza al valore o alla necessità di applicare i dati che derivano dal capitale umano. Piuttosto che ammettere la loro ignoranza, preferiscono spremere i loro dati finanziari ancora di più.

 

Il fattore più importante, in questo contesto, è la cultura aziendale. Investire nella tecnologia dell'informazione e nella formazione è necessario, ma, di nuovo, la tecnologia e i dati sono beni passivi. Persino la conoscenza che ogni lavoratore possiede è sprecata se non è condivisa. Sono stati spesi molti soldi in tecnologia e formazione per creare scambi interni di informazioni, ma solo in pochi casi si è raggiunto l'obiettivo. La Andersen Consulting ha investito molto denaro nel suo "KX" (ossia "Knowledge Exchange": progetto per lo scambio di informazioni) ma, solamente quando i membri dello staff hanno capito quanto poteva essere utile condividere i dati, hanno iniziato a contribuire con la propria conoscenza ed esperienza. In ultima analisi, bisogna creare una cultura che promuova la condivisione dei dati. Solo allora vale la pena investire nella tecnologia dell'informazione e addestrare le persone ad usarla.

 

I Vostri commenti saranno graditi.

Mandate le Vostre e-mail a : pl@global-service.it

Adattato dal libro, The ROI of Human Capital di Jac Fitz-enz

Libro da non perdere

 

Le forme della leadership

Domenico Bodega

Nata da una ricerca svolta in 61 paesi e in oltre 750 aziende, quest'opera si propone come punto di riferimento e di confronto sui temi della leadership. Tutti conoscono intuitivamente il significato del termine "leadership" o almeno ne riconoscono l'importanza: qui si parlerà delle sue molteplici forme e caratteristiche e delle diverse attese che pone nei confronti dell'organizzazione di cui fa parte, e la si osserverà dal punto di vista del management, identificando i profili considerati adatti a garantire efficacia ai risultati delle organizzazioni. Il libro descrive anche i tratti e i comportamenti considerati universali nella definizione di un leader, facendo però emergere le forme della leadership tipiche delle culture della nuova Europa, nonché le peculiarità della situazione italiana. Siamo in un momento alto dell'evoluzione delle forme della leadership, in un momento in cui lo sforzo di trasformazione e di adattamento delle organizzazioni sta diventando, per eccellenza, attività e responsabilità morale. Oggi, infatti, il modello di leader atteso fa propria e organizza la possibilità di combinare risorse per trasformare l'organizzazione, non per mantenere l'attuale struttura sociale dell'istituzione. Le moderne organizzazioni si aspettano che i leader sviluppino una nuova morale che li condizioni e li leghi ogni giorno di più nella loro stessa azione di agenti di cambiamento. Questo libro, dunque, rappresenta una riflessione sulla costruzione di forme di leadership eccellenti ed efficaci in quanto radicate in specifici contesti organizzativi e culturali.

 

(Ed. Etas, ISBN 8845311236, Euro 23.00)

Perla di saggezza

"E' l'arte suprema del formatore quella di risvegliare la gioia nell'esprimere creatività e conoscenza"

Albert Einstein

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