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| Settembre
2003 - n.40 - The Newsletter |
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La
Checklist del Capo:
USO
EFFICACE DEL CONTRATTO PSICOLOGICO
Di
seguito alcuni fondamenti concettuali ed operativi per
un efficace utilizzo del contratto psicologico.
-
NEGOZIARE
IL CONTRATTO PSICOLOGICO DALL'INIZIO DEL RAPPORTO
DI LAVORO. Sia l'azienda che il lavoratore iniziano
a negoziare aspetti riguardanti il contratto psicologico
sin dal primo colloquio di selezione. L'azienda
valuta come la persona possa sentirsi nel ruolo
vacante e quali siano le probabilità che la persona
sia adatta al ruolo stesso. La persona ha la prima
opportunità di valutare se possa sentirsi a suo
agio in quel contesto organizzativo.
Il primo contratto psicologico che si forma
costituisce le basi per i contratti psicologici
che la persona elaborerà con colleghi, superiori,
fornitori e clienti.
E' molto utile per la persona osservare e
riflettere sugli aspetti riguardanti la cultura
aziendale e sul tipo di persone con le quali si
troverà a lavorare.
-
FARE
UN CONFRONTO FRA LE PROCEDURE ORGANIZZATIVE ED IL
CONTRATTO PSICOLOGICO. I due elementi dovrebbero
essere complementari, non in contrasto o sostituibili
l'uno con l'altro. E' utile verificare se quanto
è implicito si accompagna con quanto è esplicito.
Per esempio: la job description da più importanza
al valore della persona o al numero di ore che lavora?
Il management effettivamente consulta gli impiegati
nell'implementazione di programmi di cambiamento?
L'azienda rispetta veramente il suo impegno nei
confronti della qualità e del servizio alla clientela?
In questo senso, in qualità di manager responsabili
del contratto psicologico da un punto di vista aziendale,
è utile chiedersi: "Facciamo veramente quello che
diciamo di fare?", "Comunichiamo di avere certe
aspettative ed in realtà diamo valore ad altre?".
Se le risposte a questi interrogativi sembrano incerte
i contratti psicologici fra azienda e lavoratori
potrebbero essere deboli e fonte di attriti interpersonali
o demotivazione.
- ESAMINARE
IL CONTRATTO PSICOLOGICO. I contratti psicologici
sono costituiti da molti elementi. Fra gli elementi
più importanti elenchiamo:
- Conoscenze
ed esperienze - quale sono le aspettative riguardanti
quanto la persona sa e può fare? Come è aiutata la
persona a migliorare le proprie capacità? Come avviene
lo scambio di conoscenze ed esperienze all'interno
dell'azienda? In modo formale (attraverso relazioni
scritte) o informale (attraverso riunioni di gruppo)?
- Motivazione
- quali sono le reali motivazioni che portano la persona
a dare il meglio
di se sul posto di lavoro? Da cosa sono motivati i
suoi colleghi e come l'essere consapevole di questo
può aiutare la persona nel suo ruolo? Quali sono i
benefici e gli svantaggi nel lavorare in questa azienda?
- Obiettivi
(e mezzi per raggiungerli) - come si sviluppano
le attività ed i progetti all'interno dell'azienda?
Le persone seguono strettamente le procedure o semplicemente
le ignorano? A chi si deve rivolgere la persona per
realizzare concretamente dei
progetti e risolvere problemi? Cosa succede
se la persona non rispetta i canali di comunicazione
che ci aspettiamo vengano utilizzati? Come si sentirà
la persona in questo caso?
- Ruolo
- chi sono le persone che vogliamo facciano parte
dell'organizzazione? Qual è la vera essenza del ruolo
in questione? E' possibile evitare che la persona
in quel ruolo non venga presa sul serio? Il ruolo
presenta per natura questioni e temi emotivi che non
sono state chiaramente descritte alla persona?
- Etica
- quali sono i principi morali che guidano l'azienda?
Siamo soddisfatti di questi principi? Sono chiari
quali aspetti morali e principi devono essere manifestati
dalle persone in azienda nei confronti degli altri
(clienti, fornitori ecc.)?
Sul
numero di ottobre altri fondamenti concettuali e spunti
di riflessione sull'efficace utilizzo dei contratti psicologici
all'interno della vostra azienda.
I
Vostri commenti saranno graditi.
Inviate
le Vostre e-mail a : pl@global-service.it
Adattato
dal libro, "Business: The Ultimate Resource " 2002
- Autori Vari
Perseus Publishing
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L'Argomento
del Mese:
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Il
Contratto Psicologico (parte 1 di 2)
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Il
contratto psicologico si riferisce alle aspettative
non scritte presenti fra datore di lavoro e lavoratore.
In passato il contratto psicologico riguardava soprattutto
il fatto che il lavoratore si potesse aspettare sicurezza
di impiego e una retribuzione adeguata dal datore di
lavoro in cambio di duro lavoro e lealtà.
Oggi
il contratto psicologico riguarda soprattutto aspettative
non scritte secondo le quali il datore di lavoro supporta
e stimola le capacità e le potenzialità del lavoratore
rendendo il lavoratore stesso più pronto ad inserirsi
nelle dinamiche di mercato relative alla propria professionalità.
Il
contratto psicologico è un tipo di relazione impercettibile,
ma fermamente presente, che si evolve nel tempo in relazione
a cambiamenti sociali e culturali.
Tutti
noi abbiamo un contratto psicologico di qualche genere.
Il concetto riguarda tutti quegli ambiti relazionali
che sono difficili da inquadrare appieno in un contratto
di impiego formale; alcuni temi che riguardano il contratto
psicologico:
- Sviluppo
di capacità e conoscenze individuali;
- La
motivazione professionale;
- Le
relazioni con superiori e subordinati;
- Il
ruolo che ci è stato assegnato;
- Il
codice d'etica utilizzato dal lavoratore e dall'azienda;
- Il
supporto che il lavoratore si attende dall'azienda
e viceversa.
Adattato
dal libro, "Business: The Ultimate Resource "
-2002 -Autori Vari- Perseus
Publishing
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| Libro da non perdere |
Coaching
John
Withmore
Chiaro,
conciso, diretto e allo stesso tempo accessibile
a tutti, questo libro è una guida alla tecnica
del coaching scritta in 'puro stile coaching'.
Un best-seller che, giunto alla terza edizione
in lingua originale e completamente rivisto e
ampliato, vi aiuterà ad apprendere come esercitare
la capacità - e l'arte - di condurre una buona
sessione di coaching e a comprendere l'immenso
valore di questa pratica allorché si vogliono
liberare le potenzialità nascoste delle persone
e portarne le performance a livelli molto elevati.
Scrive John Whitmore: "Per coaching non intendiamo
semplicemente una tecnica escogitata lì per lì
e rigorosamente applicata in determinate circostanze:
si tratta piuttosto di un modo di guidare e gestire
le persone, un modo di pensare, e quindi anche
un modo di essere". Questa guida fondamentale
si addentra in nuove aree della psicologia, dedicando
tre capitoli ai valori e alla cultura dell'azienda
e all'applicazione del coaching con chi è alla
ricerca di un senso e uno scopo nella propria
attività professionale: tutto mirato alla valorizzazione
e alla crescita della persona, della performance
e della volontà di fare. Il volume, adottato come
una sorta di manuale da numerose importanti aziende
del mondo, conduce il lettore a comprendere alcune
delle fasi fondamentali del coaching: l'uso efficace
di domande, anziché di ordini e di istruzioni,
per aumentare la consapevolezza e il senso di
responsabilità individuale; la possibilità di
generare un'azione diretta e prestazioni di alto
livello attenendosi alla sequenza dell'acronimo
GROW - Obiettivo (Goal), Realtà (Reality), Opzioni
(Options) e Volontà (Will). L'attenzione all'esigenza,
sempre più avvertita, di un significato e di uno
scopo nel lavoro come nella vita. Il libro analizza
inoltre le ragioni per cui: un bravo coach deve
oggi mantenersi a livelli professionali più elevati;
il coaching è una tecnica fondamentale per chiunque
si trovi a guidare un team.
(2003,
pp.286, Euro 19,50 Sperling&Kuepfer ISBN
8820034735)
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Perla
di saggezza
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"Metà
della popolazione mondiale è composta da persone
che hanno qualcosa da dire ma non possono; l'altra
metà da persone che non hanno niente da dire e continuano
a parlare."
Robert
Frost
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