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Gennaio 2004 - n.44 - The Newsletter

 

L'Argomento del Mese: Stress Management.


Nel libro "Gestire lo stress sul posto di lavoro", J.M. Atkinson definisce lo stress come "un eccesso di richieste percepite dall'individuo rispetto alla sua percepita capacità di soddisfare dette richieste".

Molti studi hanno mostrato che lo stress è strettamente legato al grado di controllo che le persone hanno sulla propria attività lavorativa. Si possono gestire alti livelli di pressione generati da situazioni di vita volute da noi stessi; mentre quando le pressioni sono determinate da cause esteriori alla nostra diretta volontà, anche le situazioni più banali possono indurci allo stress. Lo stress è quindi un tema molto personale: situazioni che per alcuni sono fonte di pressione che induce a stress, per altri sono fonte di pressione che rappresenta uno stimolo ad agire; divengono fonti di energia. L'aspetto del controllo percepito è l'elemento chiave. La maggior parte delle persone ha bisogno di un certo livello di pressione per stimolare la propria motivazione è quando la pressione oltrepassa questo personale livello di guardia che si percepisce stress.

 

La seguente Checklist del Capo è stata strutturata per permettere al singolo di identificare i sintomi di stress, riconoscerne le fonti e sviluppare appropriate strategie di gestione. L'impatto di una cattiva gestione dello stress è spesso notevole all'interno di strutture organizzative con tangibili conseguenze nella gestione quotidiana: assenteismo, scarsa propensione alla risoluzione di problemi, livelli di energia insufficienti a soddisfare le necessità aziendali.

 

La Checklist del Capo: 

STRESS MANAGEMENT.

Di seguito alcuni spunti concettuali e pratici per gestire al meglio lo stress individuale.

1.  RICONOSCI I TUOI SINTOMI. Alcuni sintomi possono essere chiara manifestazione del fatto che il livello di pressione ottimale è stato oltrepassato.     Detti sintomi possono essere classificati in tre categorie: Salute fisica; Comportamento; Lavoro.
  • Salute fisica: mal di testa, problemi a dormire, variazioni nel senso di appetito, tensioni muscolari, indigestioni, problemi di stomaco, attacchi cardiaci.
  • Comportamento: sentirsi preoccupati, demotivati, o incapaci di gestire situazioni o prendere decisioni, sentirsi meno creativi, fumare troppo.
  • Lavoro: percepire una riduzione nella soddisfazione ricevuta dal proprio ruolo, rapporti di comunicazione con gli altri difficili, concentrarsi su compiti improduttivi, espressioni di rabbia.    
Tutti questi sintomi fanno parte della vita comune e divengono indice di stress solo quando: molti di questi sintomi si manifestano contemporaneamente, quando non c'è una chiara causa logica a cui rapportarli o quando si percepiscono più spesso di quanto ci si possa aspettare. Da notare che mentre questi sintomi si manifestano spesso sul posto di lavoro, non sono necessariamente dovuti al lavoro stesso.
 
 
2.  IDENTIFICA LE FONTI. Viviamo in un mondo in continuo cambiamento che ci porta a doverci adattare costantemente a cambiamenti tecnologici e sociali. In aggiunta, le nostre vite sono soggette a pressioni ricorrenti che vanno a formare schemi di comportamento prevedibili; schemi che possono essere a volte fonte di stress e a volte fonte di soddisfazione.
 
  • Nella vita personale queste pressioni possono essere identificate con: la morte di qualcuno vicino a noi, il divorzio, malattie gravi, traslochi o trasferimenti, mutui o altre scadenze finanziarie difficili da rispettare, vacanze, la nascita di un figlio (specialmente il primo).
  • Nella vita professionale: pressioni legate a scadenze, rapporti difficili con i colleghi, avere troppo o troppo poco da fare, cambiamenti di ruolo o di attività lavorativa, la minaccia della perdita di lavoro, pressioni da supervisori, un management insensibile.
 
3.  DIVENTA CONSAPEVOLE DELLE TUE REAZIONI. Le persone rispondono a queste pressioni esterne adattandosi in molti modi in relazione al loro carattere e al contesto della situazione. In genere possiamo distinguere due categorie di personalità: Tipo A e Tipo B.
 
La personalità Tipo A si riferisce a persone che tendono ad essere competitive e aggressive. La personalità Tipo B sono praticamente l'opposto. I Tipo A tendono a manifestare lo stress con chi li circonda, i Tipo B interiorizzano lo stress. Altre caratteristiche come l'età, il sesso, la salute, situazioni finanziarie, accesso a fattori di supporto, possono avere un impatto su come reagiamo a situazioni di stress aldilà del tipo di personalità.
 
4.  IDENTIFICA STRATEGIE PER GESTIRE LO STRESS. Poiché ciascuno reagisce in modo diverso allo stress percepito, ciascuno ha strategie diverse per vincerlo. Se riusciamo a identificare le strategie che ci hanno aiutato in passato possiamo gestire meglio lo stress percepito nel presente. Dette strategie possono consistere in: rimuovere o ridurre le pressioni esterne; accettare che le cose non possono essere cambiate; scomporre i grandi problemi in vari problemi minori gestibili uno ad uno.
 
5.  INIZIA A FARE I NECESSARI CAMBIAMENTI. A volte non ci rendiamo conto che noi siamo i peggiori nemici di noi stessi, cambiando il nostro atteggiamento ed il nostro comportamento possiamo risolvere molti dei nostri problemi. Alcuni spunti per cambiare: essere realistici; riconoscere i propri punti deboli; parlare con gli altri (a casa o al lavoro) non tenere tutto dentro; ricordarsi che non siamo i soli ad essere stressati, non siamo soli.   
 
Spesso il tipo di relazioni che abbiamo con gli altri rappresenta un fattore chiave al nostro modo di gestire lo stress: queste relazioni infatti possono supportarci in questo o complicare ulteriormente la situazione. Per questo motivo è utile: investire tempo in relazioni interpersonali che portano ad uno sviluppo di noi stessi e del rapporto stesso; abbandonare relazioni che ci recano danno. 
 
Un altro fattore chiave è quello delle attività che svolgiamo, delle nostre abitudini: queste hanno un impatto importante sullo stress in quanto possono creare un senso di equilibrio e danno opportunità per rilasciare lo stress. Alcune abitudini utili allo scopo: rilassarsi, se necessario utilizzando tecniche specifiche; sviluppare interessi che stimolano la nostra mente su vari aspetti; fare esercizio fisico con regolarità, questo è un modo molto efficace per rilasciare la tensione; mangiare e bere con moderazione ed equilibrio; dormire a sufficienza per rigenerare le proprie energie. Se queste abitudini non migliorano la situazione è necessario consultare medici o specialisti.   
 
La nostra felicità e il nostro benessere dipendono dal cambiare. Cambiando le pressioni che percepiamo saranno alleviate, ci saranno profondi cambiamenti nella nostro atteggiamento e nel nostro umore e un modo di vedere la vita da una prospettiva più fresca che porterà dei benefici concreti a noi e di conseguenza anche a coloro con i quali viviamo e lavoriamo.
 
RIASSUMENDO, concetti e pratica sul tema Stress Management:

 

COSE DA FARE:

 

  • Riconoscere i propri sintomi e segnali di allarme;
  • Identificare la fonte delle pressioni;
  • Dimenticarsi dei "ci ero quasi riuscito.";
  • Comunicare in modo efficace, aiuta a risparmiare tempo ed energia;
  • Concedersi una pausa, non avere paura di rilassarsi. Il rilassarsi è indispensabili per ricaricare energie;
  • Parlare con gli altri di quello che si prova.

COSE DA EVITARE:

 

  • Non mettere lo stress sullo stesso piano delle proprie debolezze;
  • Non tenere lo stress dentro di se; il parlarne aiuta;
  • Non ignorare lo stress pensando che se ne andrà da solo;
  • Non dare la colpa agli altri o al contesto;
  • Non interrompere del tutto le proprie attività. Fare qualcosa che ci piace fare è molto più utile a gestire lo stress che non far niente. Il far niente ci da tempo e modo per preoccuparci di più.
RIFLESSIONI PERSONALI SUL TEMA STRESS MANAGEMENT:

·        Che consiglio daresti a un tuo subordinato che è stressato?

·        Su cosa investi la maggior parte del tuo tempo? Cosa sono più importante i compiti o le persone?

·        Spesso il nostro più grande nemico nel gestire al meglio noi stessi siamo proprio noi stessi! Per esempio, crei su te stesso aspettative che non sono realistiche? Quanta pressione dai alle persone che lavorano con te?

Inviare commenti e riflessioni a : info@professionelavoro.net

Adattato dal libro, "Business:  The Ultimate Resource " -2002 -Autori Vari- Perseus Publishing 

 

VALORE AGGIUNTO: anche le pareti hanno un'anima.

Rubrica curata dall'associazione Natura e Architettura www.naturaearchitettura.org

Argomento del Mese: perchè non costruire uffici "sani"?

Sviluppiamo brevemente il secondo argomento di riflessione proposto nel numero 42 della newsletter. 

Avete consapevolezza del fatto che sul luogo di lavoro trascorriamo 1/3 della nostra giornata per circa metà della nostra vita media? Allora perché starci male, in condizioni microclimatiche pessime quando non addirittura nocive, sottoponendo il nostro organismo e la nostra mente a stress che si possono eliminare con una progettazione attenta e sensibile al soddisfacimento delle necessità emozionali di tutti noi? Se usiamo materiali naturali e non inquinanti, sfruttiamo le energie rinnovabili (solare termico e fotovoltaico, illuminazione e ventilazione naturali), realizziamo giardini interni - anche piccoli - e tetti verdi, studiamo bene l'impiego di luci, colori, forme e arredi possiamo garantire il benessere psico fisico dei lavoratori che staranno in un ambiente più confortevole, più stimolante, non stressante e quindi saranno più creativi e produttivi e si assenteranno di meno. Inoltre un edificio realizzato con questi accorgimenti fa "dimagrire" la bolletta energetica da un minimo del 20% fino ad oltre il 50%. Infine un cenno all'aspetto immobiliare:nell'era ormai iniziata della progettazione ecologica e sostenibile gli edifici che sprecano energia, non confortevoli e che non danno le prestazioni che un utente adeguatamente informato si aspetta, resteranno vuoti e non riusciranno a remunerare adeguatamente il capitale occorso per realizzarli.

Inviate i vostri commenti a: info@professionelavoro.net .

Libro da non perdere

 

"Accogliere l'Incertezza: l'essenza della Leadership"

P.Clampitt; R.DeKoch

L'incertezza è parte della nostra quotidianità pubblica e privata. Riconoscerla e accoglierla è garanzia di successo. Il leader è colui che in situazioni critiche riesce a cogliere il giusto atteggiamento mentale ed è in grado di guidare se stesso e gli altri al confronto con la realtà delle cose con ottimismo e rinnovate energie. Questo libro intende rappresentare un viaggio alla scoperta di sé e delle proprie organizzazioni, un percorso che mette in discussione molte convinzioni e genera nuove prospettive. 

(2003, pp.227, Euro 24,50 Guerini & Associati)

Perla di saggezza

"Ascolto e dimentico. Vedo e ricordo. Faccio e capisco."

Confucio   

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