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Newsletter - Aprile 2004 - numero 47

 

L'Argomento del Mese: comprendere e gestire il conflitto nelle dinamiche di gruppo.


Il conflitto all'interno di un gruppo di lavoro si manifesta quando persone, che per la natura del loro lavoro dipendono l'uno dall'altro, hanno punti di vista diversi, interessi o obiettivi diversi o addirittura contrastanti. Un buon leader è consapevole del fatto che il conflitto è una componente naturale e potenzialmente produttiva nell'ambito delle relazioni di gruppo e delle relazioni interpersonali. Infatti, il conflitto stimola il pensiero, fa si che varie prospettive riguardo ad una situazione siano considerate e stimola i componenti del gruppo a comprendere meglio i fattori chiave in merito alla decisione da prendere. Tutto questo quando il conflitto è gestito bene in modo consapevole e costruttivo.  

L'aspetto centrale non è quello di decidere se stimolare o evitare il conflitto, bensì come gestirlo al fine di renderlo efficacemente produttivo per il lavoro di gruppo. A seconda di come è gestito il conflitto all'interno del gruppo può divenire costruttivo o distruttivo. Una leadership efficace facilita dinamiche di comunicazione che stimolano costruttività. Approfondiamo queste due facce del conflitto all'interno di gruppi di lavoro.

Il conflitto distruttivo è presente quando interferisce con l'efficacia del lavoro svolto e con un clima di lavoro salutare. Tipicamente, questo tipo di conflitto si contraddistingue da un modo di comunicare competitivo in cui ciascun membro del gruppo cerca di influenzare gli altri semplicemente allo scopo di avere ragione riguardo alle proprie idee, le proprie soluzioni e punti di vista. Si crea dunque un tipo di rapporto "win-lose" in cui c'è chi perde e c'è chi vince. I singoli membri del gruppo ritengono che soltanto uno di loro (o una parte di loro) possono "vincere" e affermarsi sugli altri portandoli ad accettare i loro punti di vista. 

Un risultato evidente di queste dinamiche è il rapido deteriorarsi del clima aziendale e delle relazioni interpersonali. Si viene a creare un contesto in cui la maggior parte dei membri del gruppo stanno sulla difensiva limitando l'espressione delle loro idee per non rischiare che siano valutate aggressivamente (o giudicate con sarcasmo) dagli altri. All'interno di queste situazioni sono frequenti gli attacchi personali che vanno ben oltre il contenuto del tema in causa.

Questo contesto emerge da un tipo di comunicazione che mette le persone sulla difensiva e le distrae dagli obiettivi comuni. E' una comunicazione caratterizzata da: il valutare; il giudicare; la superiorità dell'uno nei confronti dell'altro; un modo di pensare e di vedere le cose solo da una prospettiva con un atteggiamento di certezza e rigidità. Così come questo modo di comunicare mina alla base le relazioni intepersonali, inteferisce anche nella produttività, nell'efficacia e nell'efficienza del lavoro di gruppo.

Il conflitto costruttivo è presente quando i membri di un gruppo di lavoro sono consapevoli del fatto che il disaccordo è un aspetto naturale all'interno delle dinamiche di gruppo, anzi può essere un fattore chiave al raggiungimento dei loro obiettivi comuni.  Questo tipo di atteggiamento si riflette in un modo di comunicare caratterizzato dalla cooperazione: si ascoltano le idee e le opinioni degli altri con attenzione, interesse e positività. La comunicazione viene utilizzata per mettere in evidenza gli obiettivi comuni ai membri del gruppo ed i fattori che li accomunano. E' un tipo di comunicazione che incoraggia un'orientamento "win-win" in cui tutti possono affermare di essere vincitori e questo porta le persone ad esprimere e motivare liberamente i propri punti di vista concentrandosi sul contenuto dei temi piuttosto che su aspetti caratteriali o personali. 

Allo scopo di incoraggiare il conflitto costruttivo, la comunicazine dovrebbe chiaramente mettere in evidenza l'interesse dei membri del gruppo nell'ascoltare le reciproche idee e punti di vista, la disponibilità a cambiare la propria prospettiva su un tema, ed il rispetto per l'integrità degli altri membri del gruppo e le opinioni che rappresentano. E' in questo contesto che le persone si sentono a loro agio nell'esprimere il proprio pensiero e partecipano attivamente e costruttivamente alle attività di gruppo. 

Per questi motivi il conflitto costruttivo è un fattore importante all'efficacia del lavoro di gruppo. Infatti, consente ai membri del gruppo di ampliare la loro comprensione dei temi in causa, mettendo il gruppo in condizione di sviluppare una gamma più ampia di idee e soluzioni. Raggiungere questo tipo di contesto non è sempre semplice perchè è innanzi tutto necessario vincere fonti di orgoglio ed egocentrismo individuale e cercare in modo attivo di riconoscere l'importanza del contributo di ogni singola persona stimolandone l'attiva partecipazione.



La Checklist del Capo:
Identificare e riconoscere i due tipi di conflitto all'interno dei gruppi di lavoro.
Di seguito alcuni spunti concettuali e pratici per gestire al meglio il conflitto nelle dinamiche di gruppo.

Un buon leader sa riconoscere i sintomi che contraddistinguono un conflitto costruttivo o distruttivo all'interno di un gruppo di lavoro. Di seguito, le caratteristiche che distingono i due tipi di conflitto:

Il conflitto distruttivo può essere riconosciuto dalla presenza dei seguenti sintomi:

  • Competizione -- competizione fra i membri del gruppo.
  • Attenzione ai benefici del singolo -- i membri del gruppo sono più interessati ai loro benefici individuali rispetto a quelli del gruppo o dell'azienda.
  • Approccio "win-lose" -- le decisioni e le soluzioni formulate sono a beneficio solo di uno o pochi membri del gruppo.
  • Clima chiuso -- il gruppo non accetta commenti o spunti da persone che non fanno parte del gruppo stesso.
  • Comunicazione sulla difensiva -- permolosità; resistenza al cambiamento (i membri del gruppo vedono ogni nuova idea o suggerimento come una minaccia al modo corrente di fare le cose).
  • Attacchi personali -- i singoli sono resi ridicoli (o oggetto di sarcasmo) per esprimere le loro opinioni o suggerimenti.

Il conflitto costruttivo può essere riconosciuto dalla presenza dei seguenti sintomi:

  • Cooperazione -- i membri del gruppo lavorano volentieri assieme; partecipano attivamente; è presente dialogo e rispetto reciproco; si respira un'aria di positività e costruttività.
  • Attenzione ai benefici del gruppo -- i membri del gruppo concentrano la propria attenzione sugli obiettivi del gruppo e non semplicemente a quelli del singolo.
  • Approccio "win-win" -- le decisioni prese e le soluzioni identificate sono a beneficio di tutti i membri del gruppo non solo del singolo o dei pochi.
  • Clima aperto -- i membri del gruppo accolgono suggerimenti e spunti che provvengono da persone esterne al gruppo stesso.
  • Comunicazione di supporto --  le persone sono sinceramente interessate alle idee ed opinioni degli altri membri del gruppo e per questo si adoperano attivamente per ascoltare con empatia e fornire feedback costruttivo.
  • Attenzione ai contenuti -- tutte le opinioni e suggerimenti sono valutate facendo riferimento alla loro efficacia nell'aiutare il gruppo a raggiungere i propri obiettivi.

Spunti di riflessione:

  • Rifletti su un gruppo di lavoro di cui fai parte in questo periodo. Quali sono i sintomi che sono più manifesti? Descriveresti il modo di gestire il conflitto da parte del gruppo in termini distruttivi o costruttivi?
  • Rifletti sull'azienda in cui lavori.  Quali dei due scenari sopra evidenziati descrive il modo in cui le persone tipicamente gestiscono il conflitto? Nell'insieme potresti affermare che l'azienda gestisce il conflitto in modo distruttivo o costruttivo?
  • Rifletti su cosa potrebbe essere fatto per incrementare il livello di consapevolezza, all'interno della tua azienda o del tuo gruppo di lavoro, rigurdo ai due modi di gestire il conflitto sopra descritti.

Inviare commenti e riflessioni a: info@professionelavoro.net

Addattato dal libro, "Communication in Our Lives" di Julia T. Wood



VALORE AGGIUNTO: anche le pareti hanno un'anima.
Rubrica curata dall'associazione Natura e Architettura www.naturaearchitettura.org
Argomento del Mese: LAVORO & STRESS, sempre più aziende creano luoghi di relax al loro interno a tutto vantaggio della produttività...ma si può fare di meglio!

L'ultimo rapporto dell'Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute (luglio 2002) evidenzia che 41 milioni di lavoratori della Comunità Europea (il 28% della forza lavoro) risultano affetti da stress e ciò crea un costo sociale di 20 milioni di euro all'anno.

 

Il creare luoghi di relax all'interno degli uffici è uno degli accorgimenti che le aziende più attente mettono in atto per tentare di fronteggiare questa emergenza. Ma non basta!

 

1)   La palestra aziendale può favorire la socializzazione ma può anche scatenare il "complesso della caserma" cioè far sentire i colleghi perennemente "in servizio" anche nel tempo libero.

2)   Per non avere stress un lavoratore deve provare piena soddisfazione per il proprio lavoro e non solo essere  fisicamente in forma.

3)   Le madri lavoratrici difficilmente potranno frequentare la palestra aziendale se devono scappare ad occuparsi dei figli piccoli ed ecco che occorre affiancare alla palestra anche il nido aziendale .

4)   Il beneficio della palestra aziendale viene ben presto annullato dallo stress originato dal pendolarismo (lo stress da viaggio colpisce 6 pendolari su 10) e quindi bisogna anche programmare efficacemente gli spostamenti casa-lavoro con l'aiuto di un mobility manager che li ottimizzi.

5)  Tutto il benessere accumulato con palestra, asilo, spostamenti ottimizzati, ecc. va però a farsi benedire se siamo vittime di mobbing ed allora ecco che occorre anche il crisis manager cioè lo specialista aziendale che si occupa di sanare i conflitti prima che nuocciano alla salute delle persone coinvolte.

MA ALLORA QUANTI CONSULENTI OCCORRONO ALL' AZIENDA?

 

Noi crediamo che ne occorra solo UNO: un facilitatore della comunicazione aziendale che sia in grado di sviluppare in ciascuno la consapevolezza dell'importanza del proprio ruolo all'interno dell'azienda e di valorizzarne la creatività.

Progettare e realizzare luoghi di lavoro sani, confortevoli ed energeticamente stimolanti grazie ai principi della bioedilizia della bioclimatica  e del Feng Shui è una fase irrinunciabile per ridurre lo stress sul lavoro ed evitare che dia luogo a patologie dannose per le persone e costose per l'azienda.


Inviare commenti e riflessioni a: info@professionelavoro.net
 
Libro da non perdere

 

"L'arte del possibile"

Rosamund Stone Zander; Benjamin Zander

Questo libro è frutto di una ispirata sintesi di due mondi diversi, l'orchestra sinfonica e la psicologia d'avanguardia.  Esso nasce dalla straordinaria collaborazione fra il talento di Benjamin Zandler per scuotere, animare, insegnare, comunicare, e la geniale inventività della moglie Rosamund nella creazione di modelli di comportamento innovativi per la realizzazione personale e professionale.

In  un vivace contrappunto, gli autori dimostrano l'effetto rivoluzionario che la "possibilità" può svolgere nella vita, in ogni suo aspetto, e come la vita stessa abbia la struttura di una storia dove "tutto è inventato" e tutto può essere inventato.

(2001,2004, pp.195, Euro 9,00 Il Sole 24 Ore)

 

Perla di saggezza


"Parlare senza prima pensare è come sparare senza mirare."

Anonimo   

 
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