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Newsletter -  Giugno 2004 - numero 49                                                                                                                                       www.professionelavoro.net

 

L'Argomento del Mese:  aprire cultura e organizzazione aziendale all'INNOVAZIONE.

Mercoledì 14 luglio 2004 organizzeremo (a Lucca, nel pomeriggio) un incontro interaziendale sul tema:
 
 "INNOVARE: come concretizzare creatività produttiva in azienda"
 
Dettagli aggiuntivi su contenuti, partecipanti e aspetti logistici saranno forniti nei prossimi giorni.
Intanto presentiamo alcuni concetti e pratiche che saranno approfondite nel corso dell'incontro.
Vi invitiamo a contattarci in merito a suggerimenti o richieste specifiche sul tema: info@professionelavoro.net
 

Su riviste specializzate, ma anche quotidiani, il tema dell'innovazione è sempre più frequentemente indicato come la chiave di volta all'uscita dal "tunnel della recessione economica" da parte di aziende grandi e piccole. La capacità di innovazione aziendale rispecchia vari fattori fra i quali la cultura aziendale e l'atteggiamento dei collaboratori sono elementi essenziali. 

 

Così come i segnali di stop regolano il flusso del traffico (informando chi guida quando e dove fermarsi) in cui segnali scarsi rendono le strade non sicure e troppi segnali rallentano eccessivamente il traffico.

Così anche le organizzazioni hanno segnali di stop e via libera. Magari non presentano luci gialle, rosse o verdi ma sono altrettanto tangibili ed efficaci come i segnali stradali, rallentando o stimolando il flusso delle attività.

 

Procedure, regole, regolamenti, struttura organizzativa, ma anche il modo di interagire quotidianamente nel corso di riunioni, sono tutti esempi di segnali che regolano il traffico di attività ed idee all'interno dell'azienda. Se ci sono troppi segnali di stop gli sforzi innovativi vengono bloccati; se di segnali ce ne sono pochi si rischia il caos organizzativo.

 

L'obiettivo è dunque quello di definire un sistema organizzativo che: a) non impedisca il flusso di nuove idee; b) incrementi la probabilità di un sicuro e rapido passaggio all'implementazione delle idee valide; c) riduca la probabilità che idee non valide passino al livello di implementazione. Solo attraverso una attenta attività di pianificazione può consentire di raggiungere contemporaneamente questi tre obiettivi. Nella seguente sezione alcune linee guida riguardo a detta pianificazione.

 

La Checklist del Capo:
Aprire cultura e organizzazione aziendale all'INNOVAZIONE.
Di seguito alcuni spunti pratici sul tema:

Una cultura aziendale che stimola l'espressione di una efficace e redditizia innovazione può essere stimolata attraverso le seguenti azioni:

 

  • ELABORARE UNA POLITICA AZIENDALE SUL TEMA INNOVAZIONE

E' consigliato che l'azienda affermi, nero su bianco, quale è la sua posizione sul tema innovazione nell'ambito della visione e mission statement che comunica. Questo anche per stimolare il management ad agire concretamente nel creare e raggiungere obiettivi sul tema.

 

  • RICHIEDERE E PREMIARE INNOVAZIONE

Un modo chiaro e radicale per sottolineare l'importanza di innovare può essere dato facendo si che questa attività diventi un requisito del ruolo lavorativo. Per esempio la 3M fissa previsioni di vendita di settore in relazione allo sviluppo di nuovi prodotti: approssimativamente il 30% del margine operativo lordo di settore dovrebbe essere originato da prodotti sviluppati nel corso degli ultimi quattro anni. Ci sono anche incentivi economici legati a questa politica aziendale e il sistema produce concretamente risultati.

 

  • SVILUPPARE PROGRAMMI AZIENDALI CHE INCORAGGINO L'INNOVAZIONE

Alcune aziende, come ad esempio l'IBM, hanno implementato programmi che consentono a collaboratori di trascorrere determinati periodi di tempo in ambienti lavorativi estranei rispetto al tipico contesto di routine allo scopo di stimolare idee e osservazioni diverse. Altre aziende, come ad esempio la 3M, hanno programmi che permettono ai propri collaboratori di spendere il 15% del proprio tempo su propri progetti innovativi con un basso livello di supervisione da parte dei loro diretti superiori.

 

 

  • FORMARE OGNI SINGOLO COLLABORATORE NELL'ESSERE INNOVATORE

I collaboratori dovrebbero rendersi conto che gli innovatori hanno bisogno di ben altro che semplicemente buone idee. Il generare idee rappresenta infatti solo il primo passo del processo innovativo. La fase di realizzazione è quella più difficile e delicata perché comporta la capacità di saper lavorare in gruppo gestendo al meglio risorse limitate. Una formazione volta all'innovare stimola la creatività individuale e di gruppo e al tempo stesso assicura l'efficiente ed efficace instaurarsi di relazioni interpersonali che sappiano materializzare le idee. In tutto questo, aspetti legati al comportamento e all'atteggiamento costruttivo dei collaboratori sono essenziali per generare un'innovazione che sia proficua da un punto di vista gestionale.

 

  • ELIMINARE PROCEDURE ECCESSIVE RIGUARDANTI PROPOSTE INNOVATIVE

Il contesto burocratico riguardante il proporre o l'implementare un progetto, possono rappresentare dei forti ostacoli all'innovazione. I collaboratori spesso si sentono repressi quando sono portati a dover giustificare dettagliatamente ogni loro idea in quanto spesso questa idea nasce da istinti o intuizioni che sono difficili da spiegare (e che comunque potrebbero essere validissime). Ridurre gli aspetti burocratici (pur tutelando il pieno rispetto di standard che limitano l'utilizzo di risorse) facilita l'espressione e la concreta realizzazione di idee innovative.

 

  • STIMOLARE LA COMUNICAZIONE INFORMALE

La comunicazione informale incoraggia il dibattito fra reparti, uffici e diversi livelli gerarchici. Le idee più utili sembrano nascere da questi ambienti più informali. Perché questo? In parte perché la comunicazione informale mette a nudo problemi organizzativi, preoccupazioni o bisogni che necessitano soluzioni innovative. Inoltre, un ambiente di lavoro informale stimola anche una critica costruttiva fra collaboratori. Tutti possono "salvare la faccia" perché nessuno scrive dei verbali di riunione e quindi tutti si permettono di esporsi maggiormente ed avere un comportamento più aperto e meno difensivo.

 

  • IMPARARE A RIFIUTARE NUOVE IDEE IN MODO APPROPRIATO E COSTRUTTIVO

L'arte di gestire "cattive" idee consiste semplicemente in un approccio filosofico: un'idea può fallire, ma le persone non sono un fallimento. Troppe volte i collaboratori che introducono nuove idee che si mostrano, all'atto pratico, non efficaci sono etichettati come dei perditempo o dei perdenti. Questo tipo di atteggiamento contribuisce a scoraggiare altre persone che potrebbero avere buone idee ma che per non rischiare non le espongono. Un modo efficace per gestire tutto questo in modo costruttivo è quello di criticare la "cattiva" idea cercando di individuare gli aspetti che non la rendono efficace, ma al tempo stesso stimolando chi ha formulato la stessa idea a rivedere il proprio pensiero sulla base del feedback ottenuto.

 

Spunti di riflessione:

 

Alcuni spunti di riflessione sul tema dell'innovazione e della cultura aziendale:

  1. L'innovazione è effettivamente un fattore importante per la vostra strategia aziendale? Se si, questo stato di cose è messo bene in evidenza nel mission statement aziendale?
  2. Leggendo la Checklist del Capo, riconoscete barriere all'innovazione presenti nella vostra cultura aziendale?
  3. Traendo spunto dalla stessa Checklist, cosa può essere fatto concretamente per vincere tali barriere?

 Adattato dal libro,  "Communicating for Managerial Effectivness" 2nd Edition - by P.Clampitt - SAGE

Inviare commenti e riflessioni a: info@professionelavoro.net

VALORE AGGIUNTO: anche le pareti hanno un'anima.
Rubrica curata dall'associazione Natura e Architettura www.naturaearchitettura.org
Argomento del Mese: occorre saper SOGNARE per riuscire ad INNOVARE.

Stavolta vi invitiamo a giocare con noi proponendovi un quiz: leggete attentamente i brani seguenti e provate ad indovinarne gli autori. Non se ne chiedono i nomi, che probabilmente non sono noti a tutti, ma solo che tipo di persone siano e quale attività pensate che essi svolgano, basandovi sulla prima impressione che ricevete dalle frasi riportate.

Inviateci la risposta via e-mail e nel prossimo numero della newsletter commenteremo i risultati.

Niente paura, è solo un gioco!    

 

Brano n.1: "Schumpeter sosteneva che il tratto essenziale dell'imprenditore stia nella propensione a innovare. Io credo, invece, che stia nella propensione a sognare. Non a caso, prendendo in prestito i termini dalle biografie dei santi, gli imprenditori amano parlare di mission e di vision. Sotto i colpi degli scandali, del pragmatismo e della cosiddetta crisi, l'impresa ha smesso di sognare. Un'impresa fatta di guerrieri iperattivi,  compiaciuti dei loro ritmi stressanti, tesi fino allo spasimo verso l'eliminazione del concorrente, è un'impresa senz'anima e senza felicità. E' un mondo senza sogni. Occorre restituire all'impresa una dimensione onirica: giovane, armoniosa, ottimista, sperimentale, curiosa, intraprendente, sensuale, impertinente, fantasiosa."

 

Brano n.2: " Mi domandavo: perché trovo tutto così lungo, noioso, faticoso, indesiderabile? E ho capito che avevo in testa uno schema mentale che suggeriva a priori che il tempo è una serie di compiti da svolgere, che devono essere espletati perché non si può transigere, che hanno il sapore di chiodi arrugginiti, e che solo dopo (quando?) potrai rilassarti e.

Mi son detto: ma guardati!  Credevi di essere creativo, ma non lo sei ancora abbastanza.

Lo saresti molto di più se riuscissi a trasformare il chimismo umorale che ti abita in maniera da andare incontro agli eventi con un'altra filosofia. Del tipo? Del tipo: tutto ciò che il tempo porta è qualcosa di buono per me: occasioni, opportunità, apprendimento, nutrimento, cambiamento e crescita...

Oh, se riuscissi a svegliarmi ogni mattina con questa filosofia nel corpo - perché si tratta di umori e non solo di propositi formulati come pensieri"

 

Brano n.3: " INNOVAZIONE: mutare un sistema introducendovi qualcosa di nuovo. CREATIVITA': tutto ciò che prima non c'era, ma realizzabile in modo essenziale e globale. FANTASIA: tutto ciò che prima non c'era, anche se irrealizzabile. La Fantasia, l'Innovazione, la Creatività pensano, l'Immaginazione vede"

 

Pensate che tutto ciò  non abbia niente a che vedere con la progettazione degli ambienti di lavoro?

Per noi ne costituisce il presupposto irrinunciabile.     

 

Inviare commenti e riflessioni a: info@professionelavoro.net
Libro da non perdere

 

"Capitale Umano. La ricchezza dell'Europa"

a cura di Giorgio Vittadini

I due terzi dello sviluppo di un'attività economica dipendono dalle abilità dei lavoratori: il capitale umano, sotto il profilo produttivo, è ancora più importante del capitale fisso, è un motore di sviluppo e il moltiplicatore di produttività e produzione. Il volume cerca innanzitutto di definire il significato e il valore del capitale umano per poi spiegare come esso sia generato attraverso il sistema cruciale dell'istruzione; viene ribadita la necessità di far ripartire l'innovazione tecnologica e il rinnovamento dell'impresa attraverso investimenti nel fattore umano e nelle infrastrutture; infine, si è voluto raccontare in che modo le politiche di sviluppo italiane ed europee intendano colmare il gap rispetto agli Stati Uniti.

 

(2004, pp.302, Euro 15,00 Guerini & Associati) 

Perla di saggezza


"La vita è una sfida avventurosa o non è niente."

Helen Keller   

 
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