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Newsletter - Novembre 2004 - numero 54                                                                                                                                       www.professionelavoro.net

 

L'Argomento del Mese:  Comunicare attraverso i confini organizzativi. (parte 1 di 2)


Gli esseri umani creano, gestiscono e difendono confini. Creiamo confini nelle nostre case per fornire privacy e stimolare un senso di proprietà e comfort.  Creiamo confini in azienda per separare funzioni, sviluppare specializzazioni e generare efficienza nelle operazioni svolte. Da un lato il creare confini ha aspetti positivi, dall'altro, soprattutto in termini organizzativi, può essere fonte di problemi di gestione e sviluppo. Quante volte ci troviamo in situazioni di attrito o contrasto fra funzioni aziendali diverse? (ad esempio, il contrasto fra area commerciale e area produzione è un classico nella maggior parte delle aziende produttive) Quante volte ci rendiamo conto che questi confini creati sono in realtà una barriera nel comprendere meglio e servire le necessità di clienti? Quante volte, nonostante cerchiamo di comunicare con colleghi di altri reparti, ci rendiamo conto che non riusciamo a farci capire? Questi sono solo alcuni esempi delle problematiche generate dalla presenza di confini organizzativi. Presentiamo brevemente alcune condizioni chiave che determinano o rafforzano la presenza di questi confini:

1)     Differenze di linguaggio. In questo senso ci riferiamo sia all'utilizzo di lingue diverse nel comunicare, che all'utilizzo di terminologie e parole legate strettamente ad un contesto specifico.

 

2)     Differenze di cultura. Queste si manifestano su un aspetto macro (riguardante le differenze culturali fra popoli e aree geografiche) e micro (riguardante le differenze culturali fra aziende o anche reparti aziendali - ricordiamo che in questo senso il termine cultura riguarda in senso generale i comportamenti, gli atteggiamenti che sono accettati all'interno di un gruppo di lavoro o di una comunità lavorativa).

 

3)     Spazio fisico. A livello sia di uffici che di reparti produttivi, la disposizione di pareti, strumenti di lavoro e macchinari ha un notevole impatto sul flusso di informazioni e di lavoro. L'utilizzo dello spazio fisico può facilitare, rallentare o bloccare questi flussi.

 

4)     Sistema dei comportamenti premiati e puniti. Quando sono presenti problemi nella condivisione di informazioni e dati fra reparti aziendali, dobbiamo essere consapevoli se la politica di gestione aziendale tende a "premiare" o "punire" lo scambio di informazioni fra i collaboratori. Si favorisce l'interazione fra le persone o si ha la tendenza a limitarla?

 

5)     Il fattore aritmetico e geometrico. Quando un'organizzazione incrementa il numero di comparti moltiplica geometricamente il numero di possibili contatti di comunicazione. Questo ha un profondo impatto gestionale. Se un'azienda ha due reparti c'è soltanto un possibile legame di comunicazione fra i due. Se un'azienda ha cinque reparti sono dieci i possibili legami di comunicazione. Questo comporta la necessità di gestire i legami di comunicazione scegliendo la strategia di regole rigide che limitano la comunicazione (creando consapevolmente confini) o la strategia di lasciare che la comunicazione avvenga in modo libero (questo può generare un eccesso di informazioni da gestire e l'emergere di giochi politici che a loro volta generano confini di relazione).

In tutte queste condizioni è fondamentale il ruolo delle figure che fanno da "ponte" nelle varie situazioni contribuendo, rispetto ad ciascuna specifica problematica, ad agevolare il flusso di comunicazione e comprensione attraverso i confini presenti. Un esempio di queste "figure ponte" è la persona che ha esperienze sia in campo produttivo che commerciale e riesce per questo ad agevolare un costruttivo scambio di informazioni fra reparto produzione e reparto commerciale riducendo la presenza di fattori di attrito e contrasto. E' proprio la gestione strategica e operativa di queste "figure ponte" che stimola e fa emergere una efficace ed efficiente gestione della comunicazione attraverso i confini organizzativi.  

(tratto dal libro "COMMUNICATING FOR ORGANIZATIONAL EFFECTIVNESS" by Phillip G.Clampitt  - SAGE - 2004)


LA CHECKLIST DEL CAPO:
Comunicare attraverso i confini organizzativi. (parte 1 di 2)

Nel prossimo numero presenteremo sei strategie per l'efficace gestione delle "figure ponte" che sono chiave alla gestione della comunicazione attraverso i confini organizzativi.  


 

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VALORE AGGIUNTO: anche le pareti hanno un'anima.
Rubrica curata dall'associazione Natura e Architettura www.naturaearchitettura.org
Argomento del Mese: uno spunto filosofico.

Riprendiamo il tema del nostro inserto nella  newsletter n. 52 dello scorso settembre dal titolo "Volere è potere" per svilupparlo brevemente da un'angolazione filosofica prendendo spunto dal recente libro di James Hillman "Il linguaggio della vita" (Rizzoli sett.2003).

 

L'autore sostiene che le persone si sentono schiave del denaro e che il lavoro oltre che a pagare i conti della spesa dovrebbe servire anche e soprattutto ad ap-pagare le esigenze dell'anima.

 

Nella maggioranza dei casi invece questo appagamento non avviene, l'attività lavorativa perde di senso e la ricompensa in denaro, con un'operazione psicologica di spostamento, assume un'importanza eccessiva diventando l'unico scopo di un lavoro privo di gioia.

 

Conseguentemente assume un'importanza eccessiva anche l'avere sempre più tempo libero a disposizione ma poi non sappiamo che farne e lo sovraccarichiamo di aspettative destinate ad essere frustrate.

 

C'entra tutto ciò con la progettazione degli ambienti di lavoro?

E la volontà del committente può incrementare la soddisfazione nel lavoro?

 

Ci piacerebbe molto conoscere la vostra opinione.

 

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Libro da non perdere

 

Il Segreto della Crescita

Chris Zook

Tutte le imprese puntano all'espansione, ma solo in un caso su cinque le strategie di crescita hanno successo. Se gli affari prosperano finché le attività "core" alimentano lo sviluppo, cosa accade quando queste ultime perdono il loro slancio? È qui che entra in campo la strategia d'espansione oltre il "core business", una strategia fondata sulla combinazione di iniziative imprenditoriali in aree di "contiguità" con il business centrale dell'impresa ma a esso correlate, come nuove linee di prodotto o nuovi canali distributivi. Queste iniziative sono meno rischiose della diversificazione e tuttavia determinano un forte vantaggio competitivo, perché scaturiscono dalle attività in cui l'impresa ha già conseguito l'eccellenza. Basato su una disamina approfondita delle modalità di sviluppo di moltissime imprese di tutto il mondo, il libro: 1. identifica il modello di "sviluppo nella contiguità" che più incisivamente aumenta le probabilità di successo; 2. offre un approccio sistematico alla scelta fra una vasta gamma di possibili iniziative; 3. indica come distribuire nel tempo le varie mosse nel corso di diverse situazioni caratteristiche di business. In modo chiaro e convincente, ricco di esempi ed efficace nel formulare le regole, rigoroso ma a tratti anche divertente, il libro individua le vie più adatte per un'espansione che non danneggi il cuore dell'impresa.  

 

(2004,  Etas, 20 Euro) 

Perla di saggezza


"La gestione aziendale di un'azienda non è complicata. Le complicazioni emergono quando le persone sono tagliate fuori dalle informazioni di cui hanno bisogno."

Jack Welch   

 
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