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Newsletter - Marzo 2005 - numero 58                                                                                                                                      www.professionelavoro.net

 

L'Argomento del Mese:  FLOW! Rendere il lavoro in se una potente fonte di motivazione.


Puoi ricordare momenti della tua vita in cui ti sei trovato talmente coinvolto e concentrato su ciò che facevi che nemmeno notavi tutto il resto che avveniva attorno a te? Sono situazioni in cui il compito che svolgi ti assorbe del tutto e ti fa perdere cognizione del tempo. La maggior parte delle persone hanno avuto questa esperienza. E' una cosa che può avvenire quando fai attività che veramente ti piacciono: fare jogging, sciare, ballare, leggere un romanzo, ascoltare la musica, fare il tuo hobby preferito ecc.. Questo tipo di esperienza sensoriale è detta flow. Chi cura la gestione di persone farebbe bene a prestare attenzione al concetto di flow ed utilizzarlo come uno strumento di motivazione particolarmente efficace. La ricerca scientifica in questo campo rileva che la percezione del flow è rapportata soprattutto a stati di profonda concentrazione non necessariamente felici. Al tempo stesso una volta che il compito che stimola il flow è  completato e la persona riflette su ciò che è avvenuto, sono immancabili le percezioni di soddisfazione che stimolano anche felicità.

 

            Ci sono contesti o condizioni particolari che possono stimolare il flow? Si, certamente! Quando le persone parlano di flow descrivono caratteristiche di contesto che sono comuni: il compito da svolgere era una sfida e richiedeva l'utilizzo di capacità specifiche; il compito mirava ad un obiettivo ben preciso e comprendeva un sistema di feedback su come si stava sviluppando l'attività; il compito richiedeva una concentrazione totale e creatività; infine il compito assorbiva così tanta attenzione da parte della persona che la stessa non aveva modo di pensare ad altre cose o preoccuparsi. La ricerca evidenzia anche una cosa che apparirà sorprendente: l'esperienza del flow raramente viene provata quando si svolgono attività di svago. Infatti è molto più probabile raggiungere il flow a lavoro che a casa!

 

            Se chiediamo alle persone se gradirebbero di lavorare meno, la risposta è quasi sempre un convinto: Si! Infatti tendiamo ad associare lo svago con la felicità. Pensiamo che se abbiamo più tempo per svagarci saremo più felici. Ricerche fatte su campioni di migliaia di persone rivelano che queste considerazioni sono errate. Ad esempio quando le persone trascorrono tempo a casa, spesso non hanno obiettivi precisi su ciò che devono o vogliono fare, non hanno modo di avere un feedback immediato, sono esposti a distrazioni e sentono che le loro capacità sono sotto utilizzate; spesso descrivono tutto questo con la percezione di noia. Al tempo stesso, il lavoro presenta invece molte delle caratteristiche che stimolano il flow: di solito sono presenti obiettivi definiti; sono presenti sistemi di feedback; le capacità delle persone sono in linea con i propri ruoli che stimolano continue sfide mirate al miglioramento; l'ambiente lavorativo di solito incoraggia la concentrazione e limita distrazioni. Il risultato di tutto questo è che il lavoro, molto più dello svago, si avvicina maggiormente al flow che le persone possono percepire da attività sportive, musica o arte.

 

            Quali spunti concreti possono essere tratti da tutto questo a livello di gestione aziendale? Prima di tutto dobbiamo renderci conto che il lavoro, in se, può essere una potente fonte di motivazione: può stimolare sensazioni di felicità che sono difficili da raggiungere attraverso altre attività di svago. Fatta questa considerazione, nella seguente Checklist del Capo evidenziamo alcune spunti concreti per stimolare flow all'interno della gestione aziendale.  

                                                                                                                                                         (tratto dal libro "THE TRUTH ABOUT MANAGING PEOPLE" by Stephen P.Robbins  - Prentice Hall - 2003)


LA CHECKLIST DEL CAPO:
FLOW! Rendere il lavoro in se una potente fonte di motivazione.

Ecco alcuni spunti pratici (dove praticità significa "fattibile con volontà e metodo" per stimolare FLOW all'interno di contesti organizzativi. (ulteriori approfondimenti sul tema sono presenti in un articolo pubblicato sul numero di Febbraio 2005 della rivista "Persone&Conoscenze" www.personeeconoscenze.it)   


  1. Definire obiettivi da raggiungere e comunicarli in modo efficace;
  2. Creare un sistema di feedback sul raggiungimento di detti obiettivi (da un punto di vista sia qualitativo che quantitativo) (vedi i vari riferimenti pubblicati sulle precedenti newsletter sul concetto di feedback, performance appraisal, valutazione della prestazione lavorativa);
  3. Rapportare le capacità delle persone (esperienze, conoscenze, attitudini) al loro ruolo facendo leva sui loro fattori di forza e marginalizzando quelli di debolezza;
  4. Nell'ambito del sistema organizzativo, prevedere e stimolare spazi di espressione creativa;
  5. Utilizzare ambienti fisici di lavoro volti a stimolare concentrazione e creatività evitando inutili distrazioni.                                                                                                                                              

 

Inviare commenti e riflessioni a: info@professionelavoro.net

 

VALORE AGGIUNTO
Rubrica curata dall'Ing. Gian Sandro Simonini   c.progetti@tiscali.it
Argomento del Mese: per un nuovo rinascimento Toscano più concretezza e meno convegni.

"Una ricetta contro il declino" è il titolo di un interessante articolo scritto a quattro mani (autori Andrea Bonaccorsi e Paolo Dario) apparso su Il Tirreno del 4 marzo scorso.

 

Una sollecitazione ad aprire un dibattito sul futuro dell'economia e della società in Toscana in vista delle elezioni regionali.

Si lamenta che Pisa non ha più sul suo territorio le grandi imprese che aveva negli anni '50 (Olivetti in primis e poi IBM e Hewlett Packard) e le imprese spin-off  create negli anni più recenti anche se sopravvivono e prosperano sono destinate a restare piccolissime.

La sfida fondamentale è attrarre capitale di rischio e finora Pisa e la Toscana in generale, non ci sono riuscite perché i tradizionali fattori di attrazione territoriale (aeroporti, università, trasporti) sono ancora condizione necessaria ma oggi non più sufficiente.

 

Le grandi imprese internazionali sono sempre più selettive nello scegliere i siti dove localizzare le attività di ricerca. Come ha evidenziato molto bene Richard Florida nel suo libro L'ascesa della nuova classe creativa (v. mia recensione su SaperePerFare.it http://www.sapereperfare.it/articolo.php?id=123 ) lavoratori della conoscenza apprezzano aree urbane ben curate, non degradate e socialmente stimolanti che consentano una vita qualitativamente elevata in un ambiente naturale non troppo compromesso.

 

La Toscana ha molto da offrire in questo senso ma c'è bisogno di cambiare prospettiva: gli imprenditori devono tornare ad investire in nuove imprese ad alta tecnologia anziché in attività puramente immobiliari come fanno da qualche anno in qua e occorre soprattutto FARE più che PARLARE in innumerevoli convegni che servono solo ad aumentare la visibilità degli oratori. 

Libro da non perdere

 

Storie di leadership. Percorsi di apprendimento organizzativo.

Anna Maria Castellano

Questo lavoro nasce da alcune domande: che rapporto c'è tra leadership e apprendimento organizzativo? Quanto e come l'apprendimento organizzativo può avere come oggetto la leadership? E viceversa, quanto e come la leadership può guidare l'apprendere e l'organizzare? E infine: quale leadership? Il tentativo di queste pagine passa attraverso la lettura e l'analisi di alcuni approcci teorici e metodologici elaborati a partire dalla storia di una ricerca condotta in due organizzazioni, molto diverse ma accomunate dalle domande relative allo sviluppo e all'apprendimento delle persone e della leadership.

 

(2004,  Guerini & Associati, pp. 256   22,50 Euro) 

Perla di saggezza


"Vogliamo essere i poeti della nostra vita e innanzi tutto nelle cose più piccole."

                                                                                                                                                                                                                    Nietzsche  

 
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