Puoi ricordare momenti
della tua vita in cui ti sei trovato talmente coinvolto e concentrato su
ciò che facevi che nemmeno notavi tutto il resto che avveniva attorno a
te? Sono situazioni in cui il compito che svolgi ti assorbe del tutto e ti
fa perdere cognizione del tempo. La maggior parte delle persone hanno
avuto questa esperienza. E' una cosa che può avvenire quando fai attività
che veramente ti piacciono: fare jogging, sciare, ballare, leggere un
romanzo, ascoltare la musica, fare il tuo hobby preferito ecc.. Questo
tipo di esperienza sensoriale è detta flow. Chi cura la gestione
di persone farebbe bene a prestare attenzione al concetto di flow
ed utilizzarlo come uno strumento di motivazione particolarmente
efficace. La ricerca scientifica in questo campo rileva che la
percezione del flow è rapportata soprattutto a stati di profonda
concentrazione non necessariamente felici. Al tempo stesso una volta che
il compito che stimola il flow è completato e la persona riflette
su ciò che è avvenuto, sono immancabili le percezioni di soddisfazione che
stimolano anche felicità.
Ci sono contesti o condizioni particolari che possono stimolare il
flow? Si, certamente! Quando le persone parlano di flow
descrivono caratteristiche di contesto che sono comuni: il compito da
svolgere era una sfida e richiedeva l'utilizzo di capacità specifiche; il
compito mirava ad un obiettivo ben preciso e comprendeva un sistema di
feedback su come si stava sviluppando l'attività; il compito richiedeva
una concentrazione totale e creatività; infine il compito assorbiva così
tanta attenzione da parte della persona che la stessa non aveva modo di
pensare ad altre cose o preoccuparsi. La ricerca evidenzia anche una cosa
che apparirà sorprendente: l'esperienza del flow raramente viene
provata quando si svolgono attività di svago. Infatti è molto più
probabile raggiungere il flow a lavoro che a casa!
Se chiediamo alle persone se gradirebbero di lavorare meno, la
risposta è quasi sempre un convinto: Si! Infatti tendiamo ad associare lo
svago con la felicità. Pensiamo che se abbiamo più tempo per svagarci
saremo più felici. Ricerche fatte su campioni di migliaia di persone
rivelano che queste considerazioni sono errate. Ad esempio quando le
persone trascorrono tempo a casa, spesso non hanno obiettivi precisi su
ciò che devono o vogliono fare, non hanno modo di avere un feedback
immediato, sono esposti a distrazioni e sentono che le loro capacità sono
sotto utilizzate; spesso descrivono tutto questo con la percezione di
noia. Al tempo stesso, il lavoro
presenta invece molte delle caratteristiche che stimolano il
flow: di solito sono presenti obiettivi definiti; sono presenti
sistemi di feedback; le capacità delle persone sono in linea con i propri
ruoli che stimolano continue sfide mirate al miglioramento; l'ambiente
lavorativo di solito incoraggia la concentrazione e limita distrazioni. Il
risultato di tutto questo è che il lavoro, molto più dello svago, si
avvicina maggiormente al flow che le persone possono percepire da
attività sportive, musica o arte.
Quali spunti concreti possono essere tratti da tutto questo a
livello di gestione aziendale? Prima di tutto dobbiamo renderci conto che
il lavoro, in se, può essere una potente fonte di motivazione: può
stimolare sensazioni di felicità che sono difficili da raggiungere
attraverso altre attività di svago. Fatta questa considerazione, nella
seguente Checklist del Capo evidenziamo alcune spunti concreti per
stimolare flow all'interno della gestione
aziendale.