Conviviamo
con oltre 100 mila sostanze chimiche ma spesso non è una convivenza
gradevole.
Ci
semplificano la vita ma possono anche trasformarla in un inferno come è
già accaduto a molte persone affette dalla MSC (Sensibilità Chimica
Multipla).
I
bassi livelli di molte sostanze chimiche comuni per l'uso domestico
innescano spesso sintomi che vanno dall'allergia, alle difficoltà
respiratorie, all'asma fino alla impossibilità di condurre una vita
normale e doversi isolare da qualunque composto chimico, il che significa
isolarsi dal mondo intero visto che la chimica è ovunque.
La
Commissione europea, con la proposta REACH (Registration and Authorization
Chemicals) si propone di guardare in faccia almeno 30.000 sostanze
chimiche delle quali abbiamo informazioni assai lacunose nonostante siano
in commercio da prima del 1981 perché all'epoca non si facevano controlli
preventivi approfonditi.
Ovviamente
l'industria chimica (il fatturato annuo del settore è di 400 miliardi di
euro) è contro questo programma comunitario che richiede 11 anni di test
a partire dal 2007 data stimata per la conclusione dell'iter burocratico
di adozione da parte della UE.
Occorre
inoltre evitare che i test si trasformino in un'ecatombe di animali da
laboratorio e proporre metodi di indagine alternativi all'impiego di
cavie.
C'è
qualcosa che possiamo fare nel frattempo nel nostro piccolo? Usare il buon
senso ed evitare di ricorrere alle sostanze chimiche ogni volta che è
possibile: nell'alimentazione, nel vestiario, nell'arredamento, nei
materiali da costruzione, nei detersivi e nei profumi, nella scelta dei
mezzi di trasporto ecc.ecc.
Forse
ci costerà un po' più di fatica ma ne guadagneremo in salute.