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| Newsletter - Luglio 2005 - numero 62
www.professionelavoro.net |
L'Argomento del Mese:
Piccoli inganni e piccole bugie nel quotidiano... il loro impatto su
credibilità e leadership.
Gli
inganni, le bugie hanno tante forme ed espressioni: da quelle più
complesse, studiate ed intricate, ad esagerazioni, a verità mezze dette.
La disonestà si manifesta anche in modo casuale ed informale, siamo
giunti al punto che ormai ce l'aspettiamo, è divenuta una specie di
modus-operandi che rientra nella "normalità".
In questo senso la disonestà è divenuta uno strumento efficace
per semplificare le nostre vite. "Oh hai quel nuovo software?
Installamelo anche sul mio PC." Per non parlare delle scuse che
utilizziamo quotidianamente: "Penso di non aver ricevuto quella
e-mail" "La mia assistente si deve essere dimenticata di annotare
questo appuntamento sulla mia agenda" "Pensavo che andasse bene
parlarne con tutti". Dire a qualcuno che non puoi pranzare con lui/lei
perché hai un incontro di lavoro è più semplice e indolore che
ammettere la verità: che a pranzo incontrerai un amico che avete in
comune e non vuoi che sia un pranzo a tre. E scusarsi per il ritardo ad un
incontro con il classico "che traffico!" è molto più facile di
subire la disapprovazione del proprio superiore per il fatto che
semplicemente sei rimasto addormentato per l'ennesima volta. Il fatto è
che siamo ormai così abituati a questi piccoli inganni, queste piccole
bugie che nemmeno ci sforziamo per essere minimamente originali nel
formularle!
La cosa importante di cui rendersi conto è che questi piccoli
inganni, queste piccole bugie nel quotidiano finiscono per avere un
impatto sostanziale nella nostra credibilità, soprattutto se rivestiamo
posizioni di leadership e responsabilità. Se nelle piccole cose non si
mostra onestà figuriamoci cosa siamo pronti a fare per tutto il resto.
Colleghi, collaboratori, clienti, fornitori con i quali abbiamo
interazioni nel quotidiano si rendono conto di tutto questo e,
inevitabilmente, traggono le dovute riflessioni e considerazioni.
In questo senso, una persona che sceglie (perché di scelta si
tratta) di mostrare maggiore onestà anche in queste piccole cose del
quotidiano, non solo verrà vista come più affidabile e concreta, ma
passo passo alimenterà un'immagine di credibilità su cui fondare o
irrobustire la propria leadership.
Se guadagnare credibilità rispetto agli altri è una tua priorità
è necessario rompere subito certi codici di condotta ormai considerati
"normali" ed iniziare a percorrere la più faticosa, ma nel medio
lungo termine anche più premiante, strada dell'onestà nelle piccole e
nelle grandi cose. Di seguito alcuni spunti di riflessione ed azione per
intraprendere questa strada.
(adattato
dal libro "THE TRANSPARENCY EDGE" - by B.Pagano & E.Pagano -
McGraw Hill - 2005)
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LA CHECKLIST DEL
CAPO Piccoli inganni e piccole bugie nel quotidino... il loro impatto
su credibilità e leadership. |
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LAVORA SULLA
CONSAPEVOLEZZA. Tante delle nostre piccole disonestà
quotidiane sono semplicemente frutto di abitudini. Inizia a fare
attenzione a quello che dici. Nel corso del giorno, chiediti, ad
intervalli regolari: "Ho detto qualcosa che non è veramente vero?" Se
ti rendi conto di aver fatto questo, rifletti sul perché lo hai fatto e
soprattutto rifletti su come ti saresti potuto comportare diversamente.
PENSACI PRIMA.
Per rompere questo ciclo di piccoli inganni e bugie è necessario
utilizzare impegno, costanza e disciplina ed un esercizio costante che
deve partire dal riflettere bene prima di parlare.
COLTIVA IL
CORRAGGIO DI MOSTRARE RESPONSABILITA' E INTEGRITA'.
Impegnati ad essere onesto/a anche quando il far questo ti può far
apparire una persona meno "perfetta" di quello che vorresti.
SOSTITUISCI
VERITA' GENTILI A FALSE LODI.
Alcune persone si prodigano in lodi e complimenti senza curarsi più
di tanto dei reali contenuti e significati. Abituati ad essere veramente
aperto, sincero e schietto negli apprezzamenti che fai nei confronti degli
altri. Puo' essere che "Hai delle notevoli capacità di esposizione e
mi è piaciuto molto il modo con cui hai aperto la discussione" sia
meglio di "Quel modo di aprire la discussione è stato fantastico!
Incredibile, non ho mai assistito a niente del genere!". Il desiderio di
fare sentire gli altri apprezzati e valorizzati per quello che fanno è
una cosa ammirevole, e le persone apprezzeranno sempre di più le tue lodi
quando si renderanno conto che sono veramente sincere.
(adattato
dal libro "THE TRANSPARENCY EDGE" by B.Pagano & E.Pagano -
McGraw Hill - 2005)
Inviare commenti e riflessioni a: info@professionelavoro.net |
VALORE
AGGIUNTO Rubrica curata dall'Ing. Gian Sandro Simonini giansandro.simonini@professionelavoro.net |
Argomento del Mese: Nashville da
patria della musica country a capitale delle allergie?
Abbiamo
segnalato il mese scorso l'aumento dei casi di MSC (sensibilità chimica
multipla) conseguente alla nostra forzata convivenza con le sostanze
chimiche ed ecco che il Venerdi di Repubblica di qualche settimana fa
titola: "chi si sgola a Nashville ora rischia il mal di gola".
La
capitale della country music immortalata dall'omonimo film di Altman nel
1975, grazie all'inquinamento sempre crescente negli ultimi anni è ora
sotto una cappa di pollini, polveri e smog che provoca allergie e malanni
respiratori di ogni tipo che avrebbero già colpito il 50% dei moltissimi
professionisti della musica che vi abitano. Molti iniziano a spostarsi in
California e c'è già chi teme che il celebre festival musicale lasci il
posto a convegni sulle allergie.
Mentre
i politici dibattono bizantinamente sul protocollo di Kyoto e su misure
che sono sempre gli altri a dover adottare, il clima non aspetta le loro
decisioni per cambiare e darci preoccupanti avvertimenti.
In
Spagna, Olanda e Francia sono state organizzate pedalate di nudisti per
attirare l'attenzione dell'opinione pubblica sulle tematiche ambientali ma
per provare a invertire la tendenza occorre che ciascuno di noi riveda
spontaneamente il proprio stile di vita ed educhi - con l'esempio, non a
parole ! - i propri figli ad un maggior rispetto della natura e delle sue
risorse.
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| Libro da non perdere |
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Felicità. La
nuova scienza del benessere comune.
Richard Layard
C'è
un paradosso al centro della nostra vita. Desideriamo tutti più soldi, ma
le società più ricche non diventano per questo più felici. Non è un
luogo comune: tutte le ricerche dimostrano che nel mondo industrializzato
il reddito medio è più che raddoppiato negli ultimi cinquant'anni,
mentre il "tasso di felicità" non è cresciuto, anzi si sono
diffuse vere malattie sociali come l'ansia e la depressione. Nella
tradizione degli economisti "umanisti" come Keynes e Amartya Sen,
Richard Layard pone le basi di una vera "scienza della felicità",
fondata sui saperi combinati della psicologia, della sociologia,
dell'economia applicata e della politica.
(2005,
Rizzoli, pp. 361 18,50 Euro) |
| Perla di saggezza |
"La paura è sempre
figlia dell'ignoranza."
Ralph Waldo Emerson |
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