Quando uno stesso tema è
oggetto di articoli, libri, indagini statistiche, dibattiti, significa
ovviamente che il problema che sottende ha raggiunto dimensioni notevoli
nella società e richiede attenta riflessione.
Cito alcuni titoli:
1)
"Al lavoro occorre proprio essere dei marines?"
articolo di Piero Parietti su Riza Psicosomatica agosto 2005
2)
"Felicità - La nuova scienza del benessere comune"
libro Richard Layard segnalato sul numero 62 di questa stessa newsletter
3)
"Il potere dell'Intenzione" libro di Wayne W. Dyer
ed. Corbaccio marzo 2005
4)
"L'etica che non basta" riflessione di Umberto
Galimberti nella sua rubrica settimanale su D - La Repubblica delle Donne
del 23/7/05
Si prende spunto dagli
stages aziendali "che sembrano percorsi di guerra e propagandano
un'idea di relazioni e di vita che fa male alla salute" (1)
Si fanno ricerche per
tentare di capire come mai "nel mondo industrializzato il reddito
medio è più che raddoppiato negli ultimi cinquant'anni, mentre il "tasso
di felicità" non è cresciuto, anzi si sono diffuse vere malattie
sociali come l'ansia e la depressione" (2)
Si cerca di proporre un
modo nuovo di affrontare la vita, che ci consenta di sentirci in pace con
noi stessi, fiduciosi , più connessi con l'Intenzione nel senso di "energia
universale" (3)
Si prende atto che "oggi
la scienza e la tecnica avviano ricerche e promuovono azioni i cui esiti
finali non sono prevedibili", pertanto non possiamo valutarli e
giudicarli per adottare in tempo utile le contromisure eventualmente
necessarie.
Credo che tutte le
citazioni precedenti siano in vario modo riconducibili al problema
dell'etica nell'era tecnologica, problema che rimane aperto e la cui
soluzione diventa sempre più urgente e indifferibile.
Mentre
ci godiamo le ferie possiamo sempre usare il cervello per rifletterci su
e magari scambiarci qualche opinione.