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Newsletter - Agosto 2005 - numero 63  www.professionelavoro.net
L'Argomento del Mese:  Innovazione e Creatività. C'è tanto da imparare da un circo tutto particolare: le Cirque du Soleil...  

Cirque du Soleil, viene fondato nel Quebec nel 1982 come supporto alla celebrazioni del 450mo anniversario del Canada. E' composto da un gruppo di artisti da strada che hanno deciso di organizzare uno spettacolo comune.

 

Fin dall'inizio il tutto (organizzazione, coreografie, costumi, musiche, tipologia di spettacoli) ha ben poco in comune con qualsiasi altro circo tradizionale, in particolare ci sono due elementi che lo caratterizzano: 1) gli spettacoli non utilizzano animali; 2) gli spettacoli sono concepiti con in mente un pubblico adulto.

 

Queste due scelte strategiche fanno si che il pubblico l'audience del Cirque du Soleil è ben diversa rispetto all'audience dei circhi tradizionali: molte persone che si appassionano ai loro spettacoli sono persone che sono abituate ad andare a teatro e per questo sono disposte a pagare molto di più rispetto ad un circo tradizionale per assistere agli show.

 

Questa è l'essenza del modello di business di Cirque du Soleil, un modello che nel corso degli anni ha sempre più internazionalizzato l'audience degli spettacoli che propone e che in questo periodo vede il Cirque approdare nei luoghi multimilionari di Las Vegas. Una delle chiavi del successo del Cirque è senza dubbio il fatto di proporre continuamente show nuovi, freschi, veramente innovativi, unici nel loro genere. Il business model è supportato da uno stile di management di per se unico nella sua schiettezza.

 

Di seguito alcuni aspetti che ne rappresentano l'essenza e che forniscono spunti concreti di gestione per qualsiasi azienda che miri all'innovazione e alla creatività.

 


LA CHECKLIST DEL CAPO
Innovazione e Creatività. Spunti gestionali dalle esperienze del Cirque du Soleil
  1. Stimolare il conflitto creativo. Il management del Cirque generalmente si assicura che ci sia un mix di nazionalità, punti di vista ed esperienze fra le persone che compongono un team di lavoro; questo allo scopo di stimolare un conflitto creativo fra i partecipanti (conflitto causato dalle diverse prospettive ed esperienze, creativo perché deve necessariamente portare a soluzioni progettuali sorte all'interno del gruppo stesso). Daniel La marre, Presidente del Cirque afferma: "Il facile consenso è il nemico di idee veramente rivoluzionarie".
  2. Mirare sempre al triplo salto mortale. Uno dei valori guida del Cirque è un impegno a continuare a stupire l'audience, andare sempre oltre ogni aspettativa, mirare sempre a migliorarsi senza porre limiti all'espressione del proprio talento e del proprio potenziale.
  3. Assumere chi è arrivato QUASI al massimo. Gli atleti che per poco non sono riusciti a far parte della squadra olimpica nazionale generalmente hanno la stessa etica di lavoro, lo stesso "mestiere" e quasi le stesse capacità di chi vince medaglie Olimpiche. La differenza fondamentale: hanno ancora qualcosa da dimostrare e raramente si sentono re o regine dello show. Questo li porta a svolgere un ottimo lavoro e ad essere più efficaci dei campioni nei lavoro di squadra.
  4. Mettere sostanza nei colloqui di lavoro. Chi si occupa di assumere gli atleti per gli spettacoli, da loro modo di mostrare concretamente il loro talento, le loro predisposizioni e soprattutto la loro capacità di improvvisare. Se un candidato non se la sente di accettare la sfida generalmente finisce qua la sua esperienza al Cirque.
  5. Non essere avidi. Il Cirque limita le sue attività ad una tipologia di produzione all'anno. Daniel Lamarre  afferma: "Se vogliamo divertirci nel creare gli spettacoli e generare qualcosa di veramente unico nel suo genere, una produzione l'anno è più che sufficiente per noi. Non vogliamo mettere a rischio la qualità. Inoltre, se non sono presenti concrete sfide creative preferiamo non chiudere l'affare con chi vuole ospitare gli spettacoli, non importa quale sia l'impatto finanziario di questa scelta".
  6. Proteggere le squadre di lavoro creative dalle pressioni della gestione aziendale. La marre isola le squadre di lavoro che si concentrano sulla creatività dalla "macchina" gestionale e amministrativa del Cirque; afferma: "Voglio che loro 'mangino e respirino' i loro spettacoli e il tenerli lontani dalle routine di gestione quotidiana è la cosa migliore per farlo".

 (biografia:  FASTCOMPANY - July 2005)

 

Inviare commenti e riflessioni a: info@professionelavoro.net 

VALORE AGGIUNTO
Rubrica curata dall'Ing. Gian Sandro Simonini
giansandro.simonini@professionelavoro.net
Argomento del Mese: spunto di riflessione per le vacanze...

Quando uno stesso tema è oggetto di articoli, libri, indagini statistiche, dibattiti, significa ovviamente che il problema che sottende ha raggiunto dimensioni notevoli nella società e richiede attenta riflessione.

 

Cito alcuni titoli:

1)       "Al lavoro occorre proprio essere dei marines?" articolo di Piero Parietti su Riza Psicosomatica agosto 2005

2)       "Felicità - La nuova scienza del benessere comune" libro Richard Layard segnalato sul numero 62 di questa stessa newsletter

3)       "Il potere dell'Intenzione" libro di Wayne W. Dyer ed. Corbaccio marzo 2005

4)       "L'etica che non basta" riflessione di Umberto Galimberti nella sua rubrica settimanale su D - La Repubblica delle Donne del 23/7/05

 

Si prende spunto dagli stages aziendali "che sembrano percorsi di guerra e propagandano un'idea di relazioni e di vita che fa male alla salute" (1)

 

Si fanno ricerche per tentare di capire come mai "nel mondo industrializzato il reddito medio è più che raddoppiato negli ultimi cinquant'anni, mentre il "tasso di felicità" non è cresciuto, anzi si sono diffuse vere malattie sociali come l'ansia e la depressione" (2)

 

Si cerca di proporre un modo nuovo di affrontare la vita, che ci consenta di sentirci in pace con noi stessi, fiduciosi , più connessi con l'Intenzione nel senso di "energia universale" (3)

 

Si prende atto che "oggi la scienza e la tecnica avviano ricerche e promuovono azioni i cui esiti finali non sono prevedibili", pertanto non possiamo valutarli e giudicarli per adottare in tempo utile le contromisure eventualmente necessarie.

 

Credo che tutte le citazioni precedenti siano in vario modo riconducibili al problema dell'etica nell'era tecnologica, problema che rimane aperto e la cui soluzione diventa sempre più urgente e indifferibile.

 
Mentre ci godiamo le ferie possiamo sempre usare il cervello per rifletterci su e magari scambiarci qualche opinione.
 
Inviare commenti e riflessioni a: giansandro.simonini@professionelavoro.net

Libro da non perdere

 

La testa degli Italiani. Visita guidata. 

Beppe Severgnini

La testa degli italiani resta l'ultima regione inesplorata del Paese, e vale un viaggio. Un viaggio attraverso l'Italia con amici stranieri, ai quali viene "tradotto" sistematicamente il Paese: le regole imperscrutabili della strada e l'anarchia ordinata di un ufficio, la loquacità dei treni e la saggezza di un albergo, la rassicurazione di una chiesa e l'affollamento in camera da letto, l'importanza di una spiaggia e la democrazia del soggiorno (anzi: del tinello). Dieci giorni, trenta luoghi. Da nord a sud, dal cibo allo sport, dalla morale alla politica. Un'esplorazione ironica, metodica e sentimentale. 

 

(2005,  Rizzoli, pp. 248  16,50 Euro) 

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"Viaggiare insegna a tollerare."

  Benjamin Disraeli

 
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