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Newsletter - Settembre 2005 - numero 64  www.professionelavoro.net
L'Argomento del Mese: E' ora di rendere tutti "accountable"; ovvero: come richiedere e stimolare attivamente l'utilizzo di testa ed esperienza da parte di tutti in azienda...   

In Italia stiamo attraversando un periodo di recessione economica che ha un impatto negativo su molte aziende. Questo impatto sembra ormai avere assunto le caratteristiche di cronicità. Il produrre, il fornire servizi pare essere divenuto sempre più complesso: la clientela è sempre più esigente e la concorrenza sempre più agguerrita. Questo è un contesto al quale dobbiamo abituarci: sono le nuove dinamiche economiche globali che le nostre aziende sembrano avere difficoltà a "digerire". E' tempo di fare scelte, prendere decisioni facili e difficili ed è soprattutto il momento di rendere tutti in azienda attivamente partecipi nel risolvere, prevenire problemi e sviluppare nuove idee che abbiano una maggiore efficacia nei confronti di un mercato ormai veramente globale.

 

"Accountability" è un termine inglese che non ha una traduzione schietta in Italiano: non vuole dire semplicemente "senso di responsabilità" o  prendere la responsabilità di qualcosa, vuol dire andare oltre a questo e comportarsi non solo da responsabili ma anche da proprietari non limitandosi semplicemente a fare quanto previsto dalla job description, ma facendo tutto quello che è necessario per risolvere il problema o gestire la situazione come tutti noi facciamo con le nostre "faccende" private: usando testa ed esperienza.

 

Aziende che da anni hanno diffuso una cultura di "accountability" sono oggi fra le più ammirate non solo per i risultati finanziari ma anche per il livello di soddisfazione professionale percepito nei vari ruoli. Un esempio fra i tanti: l'ormai mitica "Southwest Airlines" che si distingue per risultati e professionalità in un periodo in cui tutte le altre airlines americane sembrano sprofondate nel caos totale.

 

Lo sviluppare questo tipo di cultura richiede una leadership attenta, determinata e aperta a spingere per tutti i cambiamenti necessari per dimenticare il "fino ad ora si è fatto così"  e intraprendere strade che portino le persone ad eccellere nello stimolare attivamente lo sviluppo dell'azienda. Di seguito alcune brevi linee guida per implementare questo tipo di leadership.

 


LA CHECKLIST DEL CAPO
Diffondere "accountability"; ovvero: come richiedere e stimolare attivamente l'utilizzo di testa ed esperienza da parte di tutti in azienda... 

 

CAMBIA LE REGOLE (E LE PERSONE CHE LE FANNO): accountability non si raggiunge semplicemente cambiando le regole, ma anche cambiando le persone che fanno le regole, o per meglio dire, cambiando i ruoli in cui dette regole vengono generate. Se, per ipotesi, scegli di dare maggiore potere decisionale a chi effettivamente è in prima linea, ci sono ottime probabilità che queste persone sentiranno un maggiore senso di impegno verso l'azienda perché si rendono conto che la loro esperienza e le loro opinioni vengono ascoltate. In questo senso è molto utile riflettere su quali aree aziendali si prestino a dare un maggior senso di controllo a chi è in prima linea. Questo è un contesto in cui si da maggiore libertà alle persone di fare ciò che ritengono giusto ed efficace per il proprio lavoro; da notare che se questa libertà viene abusata è importante gestire subito la situazione in modo professionale ma altrettanto determinato.

 

FAI SI CHE TUTTI SIANO "ACCOUNTABLE": questo dovrebbe essere il motto diffuso in tutta l'azienda "se ti rendi conto che c'è un problema risolvilo". Questo concetto dovrebbe entrare a far parte integrante della cultura aziendale e del modo di lavorare. Ciò non vuol dire che chi identifica un problema sia responsabile per risolverlo, ma sicuramente che la persona si impegni a fare si che chi ha le dovute competenze lo faccia. La regola dovrebbe essere che nessuno può semplicemente fare finta che il problema non esista non importa in quale ruolo la persona si trovi.

 

PREMIA CHI FALLISCE PERCHE' "CI PROVA" IN MODO INTELLIGENTE: le persone a volte esitano a prendere responsabilità per paura di commettere, seppur in buona fede, errori. Questo tipo di mentalità non porta nessuno a cercare di migliorare e migliorarsi. E' utile dare un chiaro esempio nel lodare pubblicamente persone che magari hanno si sbagliato, ma lo hanno fatto nell'atto di cercare di migliorare le cose. Il successo è spesso frutto di vari fallimenti.

 

SEI SICURO CHE CHI E' IN PRIMA LINEA COMPRENDE LE REGOLE FONDAMENTALI DEL BUSINESS?: quante persone in prima linea (chi ha contatto diretto con il cliente, chi lavora in produzione ecc.) comprendono appieno come l'azienda produce valore? Quante di queste persone sono capaci di leggere un bilancio? Chi è che si rende conto quanto costa gestire il reparto a cui appartiene? Cerchiamo di creare i presupposti per stimolare una mentalità imprenditoriale nelle persone, non una mentalità di "dipendenza" . Ci sono rischi nel fare questo? Certamente! Si rischia che persone veramente sveglie si rendano conto di quanto possano fare lascino l'azienda; al tempo stesso si rischia anche di stimolare le persone ad essere attivamente partecipi nel ridurre costi e sfruttare opportunità di business che il mercato offre; e quest'ultimo rischio, soprattutto con i tempi che corrono,vale proprio la pena correrlo con professionalità, creatività e determinazione. Alcune aziende Italiane già propongono corsi di formazione aperti a vari collaboratori per comprendere le regole fondamentali del business ed imparare a leggere un conto economico o uno stato patrimoniale. E' necessario insistere su questa strada monitorando i risultati che questo approccio porta.

 

FAI ATTENZIONE A COME GESTISCI LE INFORMAZIONI: rendere le persone più attivamente partecipi della realtà e delle scelte aziendali significa tenerle costantemente informate su tutto quanto può aiutarle a svolgere al meglio il proprio ruolo. E' importante non solo fare attenzione ai contenuti di quello che comunichiamo, ma anche alla forma che utilizziamo: se vogliamo che i nostri collaboratori utilizzino la propria testa e la propria esperienza per dare il meglio di se, dobbiamo assicurarci che quanto comunichiamo sia non solo recepito ma anche assimilato. In tal senso sempre più aziende utilizzano la creatività per diffondere informazioni: ad esempio, comunicano dati economici e di produttività facendo largo uso di grafici rappresentati in forma di cartoni animati. Queste sembrano le tipiche "americanate" in realtà hanno un notevole impatto positivo su come le persone interpretano il proprio ruolo lavorativo aldilà del background culturale o sociale: quando si invitano le persone ad utilizzare il cervello, stimoliamo veramente questo creando un contesto di creatività ed energia. Questo è stato provato da leggi universali psicologiche e non semplicemente dalle "americanate".

 

IMPARA A RACCONTARE LE "STORIE GIUSTE": chiunque è in un ruolo di leadership in azienda, deve ormai essere in grado di comunicare con storie di vita vissuta e metafore che sappiano stimolare emozioni di vero coinvolgimento, che sappiano ispirare le persone a mettersi costantemente alla prova per conoscersi meglio e scoprire talenti e capacità che spesso sono nascosti sotto routine ormai totalmente inadatte alle dinamiche di mercato. Se sei in un ruolo di leadership devi anche abituarti a raccogliere feedback sull'efficacia delle tue storie e 

variarle di conseguenza. 

 

Tratto dal libro "GUTS! Companies that blow the door off business-as-usual" by Kevin and Jackie Freiberg - Currency Doubleday 

 

 

Inviare commenti e riflessioni a: info@professionelavoro.net 

VALORE AGGIUNTO
Rubrica curata dall'Ing. Gian Sandro Simonini
giansandro.simonini@professionelavoro.net
 Argomento del Mese: spunto di riflessione per le vacanze...

Il rientro dalle ferie e la ripresa dell'attività lavorativa con i suoi ritmi frenetici è proprio l'occasione propizia per riflettere sugli insegnamenti del Feng Shui ed applicarli in concreto sia in casa che nel nostro luogo di lavoro.

 

Che cos'è il Feng Shui ? E' lo studio dell'energia e di come circola attorno a noi influenzando ogni aspetto della nostra vita. Dopo che Einstein ha dimostrato inequivocabilmente che siamo fatti di energia come tutto ciò che esiste sulla terra e nell'universo, dovremmo facilmente capire che favorendo la circolazione dell'energia nelle nostre case e negli ambienti dove lavoriamo possiamo migliorare il nostro stato di benessere psico fisico ed emozionale.

 

L'obbiettivo del Feng Shui è dunque quello di organizzare uno spazio idoneo al fluire armonioso ed equilibrato dell'energia.

Ciascuno di noi è unico ed irripetibile e per mantenersi in equilibrio psico fisico deve trasferire la propria unicità nel rapporto con tutti i luoghi che abita nelle varie fasi ed occasioni della vita.

 

Oggi siamo troppo asserviti al progresso tecnologico, non siamo più noi ad usare le macchine ma loro ad usare noi, siamo diventati ingranaggi ai quali è richiesto di "funzionare" (v. il libro di Umberto Galimberti Psiche e Tecne) ad un regime costante indipendentemente dal susseguirsi delle ore del giorno, delle condizioni climatiche e delle stagioni perché altrimenti il sistema si inceppa (se invece ci inceppiamo noi non ha importanza perché possiamo essere rapidamente sostituiti, e per giunta anche a costi inferiori, da quanti premono per prendere il nostro posto).

 

L'unica chance che abbiamo per tornare ad essere umani e differenziarci dagli ingranaggi della macchina tecnologica è sviluppare la nostra creatività ma perché ciò sia possibile occorre che le nostre menti "respirino" liberamente e ciò può avvenire solo se viviamo e lavoriamo in ambienti armoniosi, ordinati, puliti e congeniali a ciascuno di noi.

 

Il Feng Shui serve appunto ad ottimizzare, con accorgimenti semplici ma personalizzati, il nostro rapporto con gli spazi che ci circondano per consentire alla nostra natura più intima di svilupparsi appieno .

Inviare commenti e riflessioni a: giansandro.simonini@professionelavoro.net

Libro da non perdere

Il sole sorge a Oriente 

di Mario Deaglio, Giorgio Frankel, Pier Giuseppe Monateri, Anna Caffarena

Oltre metà della crescita del 2004 si realizza nel Sud-est asiatico: ciò accade per la prima volta dalla rivoluzione industriale e capovolge i rapporti di base nella forza economica dei paesi e dei blocchi. A cambiare il mondo è anche la debolezza americana, e questa deriva, oltre che da una congiuntura dubbia, dall'incapacità di imporre ordine nei prezzi delle materie prime - in particolare del petrolio - intrecciata a quella di imporre un ordine politico-militare in Medio Oriente. L'Europa propone oggi una sfida: coniugare solidarietà ed efficienza, proponendo un benchmark per il mondo, così come l'euro si propone quale moneta di riserva in parziale alternativa al dollaro. E l'Italia? Partendo dai risultati ormai acquisiti che parlano di una vulnerabilità dell'industria italiana, il libro segue un percorso insolito per andare alle radici del «male italiano» e cercare di scoprire se, come dice un vecchio adagio inglese, esistano dei bordi d'argento alla nuvola nera.

 

(2005,  Guerini & Associati, pp. 274   19,50 Euro) 

 

Perla di saggezza

"Sono le nostre responsabilità, non noi stessi, che dovremmo prendere sul serio."

                                                                          Peter Ustinov

 
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