Luogo Comune nr. 1: Se loro hanno ragione io ho torto.
Spesso in qualità di leader non stimoliamo feedback sul nostro operato perché timorosi di confrontarci con questa considerazione. In realtà le percezioni possono variare di persona in persona e possono essere anche nettamente opposte alle tue ma questo non vuol dire che chi le manifesta sia necessariamente nel giusto o nell’errato. E’ necessario tenere presente che considerazioni altrui sono frutto delle loro esperienze, contesti di lavoro e valori.
Luogo Comune nr.2: Dovrò cambiare la mia personalità.
Questa è un’altra considerazione che ci mette sulla difensiva rispetto al feedback. In realtà solo raramente il feedback viene fornito allo scopo di cambiare totalmente la nostra personalità in quanto questo in se, come compito, pare a molti praticamente impossibile. Di solito chi ci da feedback lo fa allo scopo di migliorare alcuni nostri atteggiamenti specifici; non tutto l’insieme del nostro carattere.
Luogo Comune nr.3: Metteranno in evidenza i miei sbagli.
Il feedback non può essere interpretato come un modo di mettere in evidenza sbagli commessi nel passato o nel presente. Dobbiamo invece considerarlo come un modo per imparare dagli errori commessi, in questo senso è un’opportunità tangibile per dare forza e credibilità alla nostra leadership da un punto di vista umano oltre che professionale.
Luogo Comune nr.4: Dovrò fare qualcosa che non voglio fare.
Nel momento in cui lo stimolare apertamente il feedback altrui richiede da parte nostra buone dosi di fiducia in se stessi, umiltà e rispetto per le opinioni altrui, questo non vuol dire che tu sarai obbligato a rispondere ad un determinato feedback con azioni che ritieni non appropriate o impossibili, anche qua si presenta un’ottima opportunità di mostrare la concretezza della tua leadership articolando queste ragioni sulla lunghezza d’onda comunicativa di chi ti da il feedback.
Luogo Comune nr.5: So già quello che mi diranno.
C’è quasi sempre una mancanza di rispondenza fra come noi percepiamo noi stessi e come gli altri ci percepiscono. Attraverso il feedback molto probabilmente riuscirai a farti un’immagine di te stesso che è molto più in linea con la realtà dei fatti e i commenti altrui spesso non solo ti sorprenderanno ma daranno ancora più valore a caratteristiche positive che ritieni di avere.
Luogo Comune nr.6: La prenderanno come un’opportunità per vendicarsi nei miei confronti.
Soprattutto quando abbiamo a che fare con contesti lavorativi, e con persone che sono professionalmente calate nel loro ruolo, il feedback che riceviamo non scaturirà da rancori ma dalla volontà di riuscire a collaborare meglio assieme rendendo il lavoro di tutti più vivibile e gradevole.
Luogo Comune nr.7: Mi farà male.
La realtà dei fatti è che ricevere feedback schietto dagli altri potrà farci male, da un punto di vista soprattutto emotivo e professionale, solo nel breve termine. Chiedere apertamente feedback sul proprio operato richiede coraggio e chiunque non si rende conto di questo si sta prendendo in giro. In ogni caso, nel lungo termine, sarà molto meglio per te renderti conto su come sei percepito da persone che inevitabilmente fanno e faranno parte dei tuoi successi professionali.
determinazione. Alcune aziende Italiane già propongono corsi di formazione aperti a vari collaboratori per comprendere le regole fondamentali del business ed imparare a leggere un conto economico o uno stato patrimoniale. E’ necessario insistere su questa strada monitorando i risultati che questo approccio porta.