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Newsletter - Novembre 2005 - numero 66  www.professionelavoro.net
L'Argomento del Mese: Di nuovo verso il successo; l'importanza del fattore umano nella rinascita di un'azienda. Il caso NISSAN.

Poche settimane fa il CEO della NISSAN, Carlos Ghosn, ha annunciato il pieno raggiungimento degli obiettivi di vendita parte del piano di risanamento aziendale a medio termine (siglato nel 2002 piano "NISSAN 180"); piano che a questo punto risulta completato con l'azienda giapponese totalmente rigenerata nei bilanci e nell'immagine a seguito di una forte crisi al termine degli anni '90. 

Completato un piano, Ghosn (brasiliano di nascita, libanese di origine, francese di adozione e cittadino del mondo per pratica) ha già presentato le linee guida di un nuovo piano di sviluppo siglato "NISSAN VALUE-UP" che fa già impensierire anche le case automobilistiche concorrenti ben più grandi ed affermate della casa giapponese.

Le ragioni di questo successo sono da ricercare in uno stile manageriale che mira a valorizzare appieno il fattore umano: il talento, le capacità, le conoscenze delle persone; il tutto utilizzando una base strategica e operativa propriamente multiculturale che porta a creare valore aggiunto dall'intersezione di culture, mentalità ed esperienze diverse impegnate su di un unico progetto.

Di seguito, nella Checklist del Capo, alcuni fattori alla base di questo stile manageriale che, dati alla mano, sta mostrando la sua piena efficacia.

(bibliografia "SHIFT. Inside Nissan's historic revival" - 2005 - Currency Doubleday)

 

LA CHECKLIST DEL CAPO
Di nuovo verso il successo; l'importanza del fattore umano nella rinasciata di un'azienda. Il caso NISSAN.

 

Alcuni fattori alla base dello stile manageriale della rinascita NISSAN: 

  1. Il management efficace parte sempre dalla pratica per poi articolarsi ed evolversi grazie alla teoria; mai al contrario.
  2. Il management efficace si basa sull'ascoltare, sul comprendere, sull'empatizzare con chi è in prima linea e conosce in prima persona i problemi. Questa è la fase manageriale più difficile, che richiede più tempo e dedizione.
  3. Il rispetto reciproco è alla base di efficaci e produttivi rapporti umani e professionali. Progetti che non sono contraddistinti dal rispetto reciproco fra i loro partecipanti sono destinati a rallentare il loro percorso o fallire completamente.
  4. E' imperativo favorire lo scambio di idee, "aprire le porte", vincere le barriere alla comunicazione e comprensione reciproca siano esse fisiche, frutto di atteggiamenti mentali, o culturali. La trasparenza nelle azioni è l'emblema di questo fattore.
  5. Non esistono tabù nei confronti dei dogmi della tradizione.
  6. La concretezza rappresenta un comune denominatore a tutti i vari progetti ed attività: il sapere che impegni presi verranno rispettati.
  7. Il piano di rinascita si basa su successivi piani di risanamento a breve-medio termine (3 anni) con obiettivi chiari, quantificabili e comprensibili da tutti i diretti interessati.
  8. Nel raggiungere gli obiettivi c'è differenza fra la determinazione e l'inflessibilità. Si può essere flessibili nel percorso da intraprendere nel raggiungere consensualmente un obiettivo comune.
  9. Oltre al concetto di semplice internazionalità, deve essere la multiculturalità (intesa come atteggiamento mentale volto a fare tesoro della varietà di culture, esperienze e prospettive presenti in azienda) a rappresentare il vero fulcro della produzione di valore aggiunto aziendale (ad esempio, da notare come il design Nissan si sia evoluto proprio grazie all'Alleanza strategica e operativa fatta con la Renalult nel 1999).
  10. Infine, il fattore che Ghosn stesso ha evidenziato come il più importante per attivare tutti quelli precedentemente citati: la formulazione e la condivisione di una visione del prossimo futuro aziendale basata su un giusto equilibrio fra realtà e ambizione. 

(bibliografia "SHIFT. Inside Nissan's historic revival" - 2005 - Currency Doubleday)

Inviare commenti e riflessioni a: info@professionelavoro.net 

 

VALORE AGGIUNTO
Rubrica curata dall'Ing. Gian Sandro Simonini
 Argomento del Mese: Felicità naturale o felicità chimica?

Vi siete mai chiesti per quale motivo nonostante l'innegabile miglioramento delle condizioni di vita, noi che viviamo nella parte fortunata del mondo non solo non siamo diventati proporzionalmente più felici ma anzi facciamo sempre più uso di psicofarmaci?

Il consumo di questi medicinali, in continua crescita da quasi dieci anni, dimostra che col nostro stile di vita ci stiamo allontanando sempre più dalla conoscenza di noi stessi e dal rispetto delle nostre esigenze fisiche e psichiche.

I media ci propongono un modello di bellezza ed efficienza ovviamente impossibile da raggiungere e  mantenere con continuità e noi anziché comprenderne la motivazione puramente commerciale, lo facciamo nostro e ci danniamo nel vano tentativo di assomigliargli.

Da qui il ricorso alle diete, al doping, alla chirurgia estetica e alle droghe.

Perché non riusciamo a capire che la bellezza sta proprio nell'essere ciascuno diverso dall'altro e la felicità nasce dal rinnovarsi giorno per giorno senza schemi precostituiti e dal dedicare un po' più di attenzione a chi ci sta intorno e magari è meno fortunato di noi?

Richard Layard, un famoso economista britannico, analizza a fondo il problema nel libro "Felicità - la nuova scienza del benessere comune" recentemente edito da Rizzoli.

Chi è interessato all'argomento può leggere l'articolo "LA FELICITA' : proviamo a discuterne ?" su SaperePerFare.it e partecipare alla discussione che spero ne nasca.

Inviare commenti e riflessioni a: giansandro.simonini@professionelavoro.net

Libro da non perdere

 

L'emozione e la regola.

La grande avventura dei gruppi creativi Europei

di Domenico De Masi

Come si producono le idee quando sono opera non di un singolo individuo ma di un gruppo creativo? Per rispondere a questa domanda, il sociologo Domenico De Masi ha coordinato un'indagine sui movimenti artistici e letterari e sulle équipes di scienziati che tra la metà dell'Ottocento e la metà del Novecento hanno fissato i parametri dei nostri riferimenti culturali: dalla Casa Thonet al Bauhaus, dall'Istituto Pasteur di Parigi al gruppo di fisici di via Panisperna a Roma al Progetto Manhattan di Los Alamos. Osservare questi straordinari episodi di ideazione collettiva significa porre le basi per capire il funzionamento della nostra società e per rendere sempre più efficace la nostra organizzazione del lavoro.

 

(2005,  Rizzoli, pp. 393  20 Euro) 

 

Perla di saggezza

"Devi scalare la montagna se vuoi vedere la pianura."

                                                                                                                                        Proverbio Cinese

 
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