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| Newsletter - Dicembre 2005 - numero 67
www.professionelavoro.net |
Buone
Feste!
Auguri
per il nuovo anno!
L'Argomento del Mese:
Il fattore TRASPARENZA; perchè,
quando, ma soprattutto come... (prima parte)
Quando
si mette in pratica la trasparenza nel comunicare senza una efficace
comprensione
dei suoi potenziali impatti, si possono creare dannose conseguenze sia a
livello individuale che organizzativo. I leader di un'organizzazione
devono "avere il polso" della cultura aziendale ed identificare
la capacità dei collaboratori di assorbire informazioni anticipando come
dette informazioni saranno interpretate ed utilizzate. Tutto questo fa
parte di un utilizzo mirato dell'intuito. Al tempo stesso ci sono alcuni
principi e pratiche che possono aiutare i leader nel decidere cosa fare
sul tema trasparenza.
Sia
trasparenza che credibilità implicano un rapporto fra due o più persone
basato su parole ed azioni: parole che definiscono contesto ed intenzioni
e azioni che dimostrano concretamente la valenza di parole ed intenzioni
rafforzando trasparenza e credibilità.
E'
quindi possibile gestire al meglio la trasparenza ed al tempo stesso
rafforzare la propria credibilità. Di seguito presentiamo brevemente
alcune linee guida che servono per rafforzare la credibilità di un leader e
contemporaneamente aiutano il leader stesso a determinare il livello di
trasparenza da utilizzare in un determinato contesto.
(bibliografia
"THE TRANSPARENCY EDGE" - by
Pagano & Pagano - 2004 - McGrawHill)
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LA CHECKLIST DEL
CAPO Il fattore TRASPARENZA; perchè, quando, ma soprattutto come...
(prima parte) |
La trasparenza è un
fattore di gestione aziendale la cui corretta implementazione dipende,
in larga parte, dalla leadership aziendale (sia essa a livello
complessivo, di comparto o di gruppo di lavoro). Di seguito alcune linee
guida destinate a chi riveste posizioni di leadership.
-
Essere onesti;
sempre e comunque. Dire la verità in contesti aziendali
può risultare a volte complicato nella forma e negli effetti, in ogni
caso l'onestà dovrebbe essere sempre il principio guida alla
base di qualsiasi azione di leadership; l'onestà si dimostra sotto
forma di azioni e decisioni. Quando i leader che
praticano la trasparenza decidono di non condividere certe
informazioni con i propri collaboratori (magari perché loro stessi
non hanno ancora un quadro completo della situazione, o magari perché
per qualsiasi tipo di ragione non sono in condizione di poter essere
totalmente aperti) il principio dell'onestà esige che loro si
esprimano in questo modo "Non posso darvi quell'informazione ora
ma questo è ciò che posso dirvi...". Questo tipo di onestà
dovrebbe essere praticata con rispetto e cura per le persone
coinvolte; i collaboratori non dovrebbero essere lasciati a domandarsi
cosa ci sia veramente sotto determinate scelte. Quando questo valore
di onestà è messo in pratica attraverso i vari gruppi di lavoro
aziendali, non soltanto si viene a creare un contesto di fiducia, ma
spesso si ottiene un altro importantissimo risultato: i collaboratori
sviluppano un senso di consapevolezza e tolleranza a non essere sempre
prontamente a conoscenza di tutti i fatti.
-
Raccogliere
informazioni e feedback. Chiedere ai propri collaboratori un
parere, un'opinione in merito ad una determinata situazione (quando
questo viene fatto nel rispetto del principio di onestà sopra
descritto), non solo dimostra che abbiamo fiducia nella
professionalità e competenza altrui ma tende anche a stimolare anche un
senso di trasparenza e schiettezza reciproca fra le persone coinvolte.
Ad esempio quando un leader chiede ai propri
collaboratori feedback in merito alla propria prestazione professionale,
allo scopo di comprendere come le sue azioni lo fanno realmente
percepire dagli altri, si mette in condizione di migliorare la corrispondenza delle
sue
intenzioni con la realtà dei fatti percepita. Questo contribuisce a
determinare un vero e proprio percorso di miglioramento della propria
leadership basato appunto su onestà e trasparenza. Infatti, come
leader, allo scopo di crescere nel nostro ruolo dobbiamo costantemente
aprirci a conoscerci meglio e questo richiede un input schietto ed
onesto da parte di chi collabora con noi.
-
Mantenere un senso
di contegno. Una leadership che sappia suscitare stima e
ammirazione richiede una costante manifestazione di un senso di
contegno. Ogni azienda, per sua natura, si confronta con ostacoli e
situazioni impreviste. Il comportamento di un leader in queste
situazioni, come del resto anche nelle situazioni più positive, è un
importante indice del suo carattere, della sua competenza ed
essenzialmente della sua credibilità. Benché la trasparenza richieda
un comportamento schietto, genuino che metta in evidenza le proprie
opinioni ed emozioni riguardo a temi importanti per l'azienda, è
importante che chi è in una posizione di leadership tenga sempre ben
presente che i propri collaboratori si aspettano sempre e comunque un
senso di contegno. Da notare anche che il mantenere un certo livello
di costanza nel proprio contegno serve a rafforzare un senso di
affidabilità che a sua volta contribuisce ad aumentare la fiducia
nutrita nei confronti di un leader.
-
Abbassare la
guardia nel momento giusto. I leader che praticano la
trasparenza, rafforzano la propria credibilità attraverso azioni
volte a manifestare un senso di autenticità nel loro ruolo e nella
loro figura. Questo significa essere pronti ad aprirsi, nel modo e nel
contesto opportuno, con i propri collaboratori anche riguardo a
significative informazioni personali. Tutto questo richiede un certo
livello di maturità, una marcata conoscenza di se stessi e
soprattutto un senso di consapevolezza sul come saranno gestite dette
informazioni da chi le riceve. Poiché un senso di autenticità e di
trasparenza personale è indice della qualità di un rapporto fra
persone, è compito dei leader il cercare contesti che agevolano un
certo grado di apertura facendosi conoscere meglio dai propri
collaboratori non solo da un punto di vista professionale ma
soprattutto personale.
Nel prossimo numero altre
cinque linee guida all'implementazione del fattore trasparenza.
(bibliografia
"THE TRANSPARENCY EDGE" - by
Pagano & Pagano - 2004 - McGrawHill)
Inviare commenti e riflessioni a: info@professionelavoro.net
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VALORE
AGGIUNTO Rubrica curata dall'Ing. Gian Sandro Simonini |
Argomento del Mese: Parliamo
ancora di felicità!
Ho
riflettuto molto sulle mail che sono arrivate da coloro che hanno raccolto
l'invito del mese scorso a discutere di felicità e vi sottopongo, come
ulteriore elemento di riflessione, alcune considerazioni di
Salvatore Natoli.
Egli
afferma che per essere felici occorre imparare a governare il limite, che
oggi "esiste un drogaggio della società, dove i soggetti non sono
amministratori della propria libertà.
Si
sentono liberi non perché governano il limite (nel
senso di saper convivere quotidianamente con la loro limitatezza),
ma perché ritengono di poter fare tutto. L'efficienza, il lavorare
"venticinque" ore al giorno, l'ideale della crescita, questa è una
droga quotidiana. Bisogna stare a questo ritmo, altrimenti sei un drop
out. Ma per cosa tutto questo?" e ancora
"Spesse volte mi è capitato di fare l'elogio dell'ozio: leggere
un libro, fare una passeggiata, contemplare la natura e non vederla
solamente come oggetto da violentare, girare il mondo per
conoscerlo.
L'ozio
è trasgressivo, è la reazione del soggetto a una società che gli chiede
di FUNZIONARE sotto la cifra economica della crescita. .............
L'uomo (per
realizzarsi) deve diventare signore di sé, non essere schiavo
delle sue passioni scegliendo scorciatoie, vie brevi e percorsi bassi. La
sanità è caratterizzata dalla consapevolezza che noi siamo tempo
e non attimo. Non si può essere responsabili se non c'è tempo, il tempo
è impegno."
E
allora perché non cominciare ad oziare un po' fin d'ora impiegando
qualche minuto delle "venticinque" ore lavorative per riflettere su
tutto ciò?
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| Libro da non perdere |
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La
persona finalmente! Le organizzazioni come fonti di opportunità e luoghi
di partecipazione
di
Davide Storni
Questo
libro è una sfida, rivolta a chi non crede che occuparsi delle persone in
azienda voglia dire influire in profondità sulla capacità competitiva,
evolutiva e innovativa delle organizzazioni. L'autore ripercorre
quindici anni di lavoro ed esperienze vissute in prima persona, o
osservate da vicino, che gli permettono di dimostrare come la ricerca
individuale di spazi di libertà e di responsabilità renda le imprese
migliori.
(2005,
Guerini & Associati,
pp. 239
25 Euro)
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| Perla di saggezza |
|
"La
saggezza comincia dalla meraviglia."
Socrate |
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