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Newsletter - Settembre 2006 - numero 77  www.professionelavoro.net

L'Argomento del Mese:   Come riconoscere e gestire atteggiamenti di indecisione

I contesti aziendali odierni sono ricchi di cambiamenti ed inceertezze. Di fronte a questa realtà é facile cadere nella trappola dell'indecisione di fronte alle piccole e grandi scelte da compiere nel quotidiano lavorativo.

Atteggiamenti di indecisione possono essere gestiti con efficacia nell'interesse sia della persona che dell'azienda. Le persone con atteggiamenti di indecisione mostrano di:

- non sapere veramente quello che vogliono;

- non avere la fiducia in se stessi per prendere una decisione;

- avere la necessità di discutere decisioni da prendere con gli altri;

- preferire ricevere informazioni verbalmente e non volere prendere impegni per scritto, questo perché preferiscono sempre avere l'opzione di poter cambiare idea senza troppe difficoltà;

- procrastinare il da farsi finché é troppo tardi agire.

Da notare il fatto che dobbiamo sempre far riferimento ad atteggiamenti, senza cadere nella facile ed inutile trappola di “etichettare” le persone. Certe “etichette” servono solo a complicare rapporti interpersonali rischiando di comprometterli irrimediabilmente.

Nella seguente Checklist del Capo alcuni spunti pratici per gestire detti atteggiamenti.

adattato dal libro “Success in dealing with difficult people” by Ken Lawson - Barron’s - 2006


LA CHECKLIST DEL CAPO
Come riconoscere e gestire atteggiamenti di indecisione

Non mettere le persone che mostrano questi atteggiamenti a capo di progetti che comportano scadenze definite e imprescindibili.

Forzare decisioni rapide non è una soluzione. Infatti questo contribuirà semplicemente a incrementare la loro sensazione di tensione e nervosismo che li condurrà inevitabilmente a rimandare la decisione.

Cogliere opportunità per apprezzare un compito ben fatto. Questo contriburà a sviluppare e rafforzare il senso di fiducia nelle loro capacità.

Mettere in evidenza l'importanza di fissare e gestire priorità. Questo dovrebbe aiutarli ad abituarsi a distinguere quali attività possono essere rimandate e quali invece necessitano immediata azione.

Assegnare compiti di minore importanza che richiedono decisioni rapide. Infatti, per sviluppare e rafforzare il loro senso di fiducia non c'è niente di più efficace dell'opportunità di potersi formare per gradi.

Incoraggiare l'utilizzo di sistemi decisionali come lo scrivere i pro ed i contro una determinata decisione. Questi sistemi dovrebbero essere semplici e pratici in modo da consentirne un rapido ed efficace utilizzo ogni volta che ce ne sia bisogno.

adattato dal libro “Success in dealing with difficult people” by Ken Lawson - Barron’s - 2006

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VALORE AGGIUNTO
Rubrica curata dall'Ing. Gian Sandro Simonini
Argomento del Mese: Scienza del Reale e Scienza del Possibile

Henri Pena – Ruiz nel libro Filosofia della felicità sostiene che una vita realizzata deve basarsi su di esse.

La scienza del reale ci insegna il dominio di sé grazie al quale possiamo evitare “la vanità delle rivolte inutili e degli sbandamenti passionali”. Impariamo che le paure sono assai spesso prive di fondamento e nascono dalla non conoscenza delle cose.

La scienza del possibile “allarga l'orizzonte e inventa il futuro”. Nutre la fantasia che crea e fa si che l'azione si sostituisca alla speranza in modo che “ciò che non si osava concepire, nei limiti di un'esistenza rassegnata, diventi accessibile............. Il suo registro non è quello della norma da imporre, dell'obbligo da far valere. E' semplicemente quello della speranza: la facoltà di volere qualcosa di diverso da ciò che è quando il quotidiano non permette una gran felicità”.

E' proprio il tipo di speranza che anima tanti nostri “cervelli” in fuga all'estero. Per trattenerli in Italia e per invertire la tendenza attraendo anche promettenti scienziati dall'estero non serve piangersi addosso né ricorrere a leggi eccezionali, basterebbe dare loro la certezza che il proprio valore, le competenze e l'impegno saranno riconosciuti e premiati indipendentemente dai nepotismi, dalle logiche partitiche e dalle clientele.

giansandro.simonini@professionelavoro.net

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Jack Welch e le 4 regole per vincere. Mettere in pratica la formula della leadership nella vostra organizzazione

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(2006,  ETAS,  pp. 197   Euro 17,50) 

 

Perla di saggezza

"Tutto ciò che ci irrita degli altri può condurci a capire meglio noi stessi."

Karl Jung

 
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