Comportamenti UTILI a svolgere attività di mediazione di conflitti lavorativi.
Incontrare assieme le persone che sono in conflitto. Lasciare che ciascuno riassuma brevemente il proprio punto di vista senza che riceva commenti o interruzioni dall’altro. A questo dovrebbe seguire una breve discussione allo scopo di chiarire per tutti la natura del disaccordo e i differenti punti di vista. In questa fase il ruolo del mediatore è di intervenire prontamente se nascono attacchi verbali; questi sono comportamenti da non accettare.
Chiedere a ciascuno di descrivere in modo specifico cosa vorrebbe che l’altra parte facesse per risolvere il conflitto. Dovrebbero essere descritti almeno tre o quattro suggerimenti. Ecco un esempio di suggerimento: “Vorrei che Roberto mi consegnasse quel report entro giovedì alle 17 altrimenti non posso completare il mio entro venerdì alle 10”.
Riflettere sul contesto organizzativo che è interessato da queste discussioni e considerare se sia opportuno apportare modifiche a livello di sistema di lavoro discutendo la cosa direttamente con le parti in causa.
Stimolare apertamente un comportamento maturo e costruttivo. Ciascuno si deve impegnare a trattare l’altra persona con rispetto e dignità apprezzando anche i più minimi cambiamenti che l’altra persona fa per risolvere la situazione. Da ricordare che non è mai salutare per la produttività di un ambiente di lavoro mantenere irrisolti conflitti interpersonali.
Una volta che la questione è chiarita e soluzioni sono state identificate esprimere la propria fiducia sulle capacità e volontà di ciascuno di risolvere la questione in modo permanente.
Fissare con una data precisa un nuovo incontro (a distanza di qualche settimana) per verificare l’effettivo e duraturo progresso nel rapporto interpersonale.
bibiliografia: Susan M. Heathfield, About:HR