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| Newsletter - Aprile 2007 - numero 83
www.professionelavoro.net |
L'Argomento del Mese: Dieci modi per essere felici al lavoro (parte 1 di 2)
Nel corso degli ultimi mesi diversi studi e ricerche nel campo neuroscientifico hanno messo in evidenza l’importanza della felicità come fattore che ci permette di utilizzare al meglio le nostre potenzialità cognitive (le capacità di imparare, di confrontarsi con il cambiamento, di essere creativi, di migliorare la nostra memoria, di conoscerci meglio e comunicare meglio con gli altri).
Da un po’ di tempo stiamo approfondendo tutti questi temi sotto vari puntid di vista su SaperePerFare.it . Nella seguente Checklist del Capo, (che non riguarda solo “il capo”!) presentiamo brevemente dieci modi per essere felici al lavoro.
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LA CHECKLIST DEL
CAPO
Dieci modi per essere felici al lavoro (parte 1 di 2) |
Scegli di essere felice. La felicità é soprattutto una scelta. In molti storceranno il naso nel leggere questo, ma è la verità. Si può scegliere di essere felici al lavoro. Sarebbe bello lavorare tutti in un posto ideale con colleghi ideali in un clima di serenità. Sappiamo tutti che la realtà può essere ben diversa da tutto questo. E allora, cosa fare? Lamentarsi e fare polemica serve a poco... cercare di affrontare il contesto con un atteggiamento positivo può fare la differenza sul come trascorriamo nel quotidiano le nostre giornate lavorative. Possiamo scegliere il modo con cui ci confrontiamo con la nostra realtà e queste scelte condizionano moltissimo la percezione delle nostre esperienze.
Ogni giorno fai qualcosa che ti piace. Magari a volte potrebbe anche sembrare difficile, ma se si riflette bene sulla cosa in modo positivo e costruttivo, considerando bene quello che veramente sappiamo fare e ciò che ci piace fare, è possibile trovare qualcosa che ci dia stimoli anche nel nostro lavoro attuale. Se poi ci rendiamo conto che proprio non c’è modo di apprezzare niente del lavoro che stiamo facendo dobbiamo avere il coraggio di: 1) accettare costruttivamente ciò che facciamo e continuare attivamente a trovarci qualcosa di buono; 2) cambiare lavoro (o comunque smettere di lamentarsi e fare polemica in modo non costruttivo; non fa bene a noi, alla percezione della nostra felicità e non fa bene a chi ci è vicino).
Assumi un ruolo attivo nello sviluppo del tuo percorso professionale. Spesso ci troviamo a delegare questo compito ad altri, al nostro datore di lavoro, a nostri colleghi, alle circostanze della vita. Iniziamo a porci dei nostri obiettivi di miglioramento e apprendimento, se necessario investendo il nostro tempo e nostre risorse.
Prendiamo responsabilità nell’essere informati su ciò che avviene in azienda. Spesso ci lamantiamo che non siamo abbastanza informati su quanto avviene in azienda e questo reca incertezze e tensioni. Anche in questo caso ci affidiamo ad altri per ottenere qualcosa di cui abbiamo bisogno; anche in questo caso assumiamo un ruolo più attivo nell’informarci propriamente di ciò che avviene in azienda e che riguarda il nostro presente e futuro professionale. Abituiamoci a fare domande a colleghi e superiori in modo mirato, sintetico e costruttivo.
Prenditi la responsabilità di informarti su quanto avviene in azienda. Spesso una fonte di stress e mancanza di felicità e legata al fatto che non ci sentiamo informati su quanto avviene in azienda, sui cambiamenti che ci sono, sui nuovi progetti, su quanto può influenzare direttamente o indirettamente il nostro lavoro. Abituiamoci a cercare informazioni in modo più attivo e costruittivo chiedendo chiarimenti e approfondimenti ai nostri responsabili o a chi comunque dovrebbe essere maggiormente informato. Evitiamo di assumere un ruolo passivo nell'acquisire queste informazioni e soprattutto evitiamo di ascoltare semplicemente pettegolezzi, cerchiamo di andare direttamente alla fonte dei fatti.
Richiedi un feedback frequente sulle tue azioni. Probabilmente siamo mai trovati a fare affermazioni di questo tipo “Il mio capo non mi da mai un feedback e quindi non so mai se quello che faccio va bene o no”. Impariamo a chiedere in modo schietto e sintetico feedback sul lavoro che svolgiamo ed impariamo a fare tesoro di qualsiasi tipo di feedback, negativo o positivo che sia; tesoro per continuare costantemente ad imparare, migliorarci e rapportarci in modo più costruttivo, sereno e determinato con il nostro lavoro.
bibiliografia: Susan M. Heathfield, About:HR
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VALORE
AGGIUNTO Rubrica curata dall'Ing. Gian Sandro Simonini |
Argomento del Mese: cohousing paradiso ecosostenibile o condominio infernale?
Col termine cohousing si intende un modo di abitare condiviso che si realizza su iniziativa di un gruppo di promotori che mano a mano si amplia aggregando altre persone che ne condividono i principi. Si tratta , in sintesi, di vivere in complessi edilizi forniti di servizi comuni (lavanderia, sala comune, asilo, palestra, talvolta perfino negozi gestiti dalla comunità o dati in gestione,ecc.) e di solito progettati e costruiti in modo ecologico.
Realizzazioni di questo tipo esistono negli USA, in Danimarca, in Olanda, in Australia e anche qui da noi ci sono iniziative in corso.
Teoricamente è il modo per costruirsi non solo la casa su misura ma anche i vicini visto che è fondamentale o comunque fortemente auspicabile la partecipazione dei futuri abitanti fino dalle prime fasi dell'iniziativa e occorre sintonia di vedute e spirito collaborativo.
La sfida è allettante ed i risultati nel mondo sono generalmente positivi.
Staremo a vedere se anche da noi ci saranno esiti soddisfacenti oppure si ripeteranno anche in queste isole felici le tristi vicende che rendono invivibili tanti condomini. In bocca al lupo !
Inviare commenti e riflessioni a: giansandro.simonini@professionelavoro.net |
| Libro da non perdere |
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Le risorse umane
di Angelo Ferracuti
"Le storie che ho raccontato sono solo una campionatura di un grande libro "in fieri", di lavori e mestieri, antichi o nostri contemporanei, nel qual riportare al centro la persona, le sue rabbie, le aspettative deluse, i desideri e i sogni. In questo libro si parla dei morti di amianto nei cantieri navali di Monfalcone, dell'ultimo e autobiografico giro per le campagne di un portalettere marchigiano, di un manager milanese malato di cancro, un attore precario bolognese, o dell'eroicomica avventura di un violinista colpito da mobbing in orchestra. Queste sono le risorse umane che mi interessano. Gli uomini, le persone, che messe insieme forse possono costituire anche una speranza se un minimo riuscissero ad avere coscienza di se stesse."
(2006, Feltrinelli ,
pp. 224 Euro 12)
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| Perla di saggezza |
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"Quello che viene chiamato ‘il segreto della felicità’ in realtà è semplicemente la volontà di scegliere di vivere."
Leo Buscaglia |
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