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Newsletter -  Giugno 2007 - numero 85  www.professionelavoro.net

L'Argomento del Mese:   Come accogliere il feedback con costruttività e dignità (parte 1 di 2).

Nelle nostre newsletter abbiamo spesso scritto di come fornire feedback; vogliamo ora approfondire brevemente il come accogliere il feedback (soprattutto quando si tratta di feedback di critica) per utilizzarlo al meglio nel nostro interesse e nell’interesse del progetto aziendale.

C’è un detto negli USA che rappresenta una interessante introduzione al tema: “Se continui a fare quello che hai sempre fatto, continuerai ad ottenere quello che hai sempre ottenuto”.

Qualsiasi sia il nostro ruolo professionale riflettiamo su questa frase e rendiamoci conto se effettivamente ci apriamo al feedback da parte degli altri allo scopo di ottenere risultati diversi rispetto a quelli che abbiamo e di cui non siamo soddisfatti. In questo senso il feedback può rappresentare una vera ricchezza per tutti noi, è necessario però che sappiamo gestire e rapportarci costruttivamente con questa ricchezza per metterla frutto.

Riflettiamo anche sul fatto che quando impariamo ad accogliere feedback in modo costruttivo stimoliamo anche il nostro interlocutore ad essere più aperto ad accoglierlo a sua volta. Nelle aziende quando si sviluppano sistemi di feedback basati su rispetto, professionalità, metodo e schiettezza avvengono ‘miracoli’. Provare per credere...

Di seguito, nella Checklist del Capo alcuni spunti su come accogliere il feedback.

bibiliografia: Susan M. Heathfield, About:HR

LA CHECKLIST DEL CAPO
Come accogliere il feedback con costruttività e dignità. (parte 1 di 2)

Alcuni spunti per accogliere il feedback con stile, costruttività e dignità (nella prossima newsletter saranno presentati altri spunti aggiuntivi):

Facciamo un sforzo concreto nell’evitare di metterci ‘sulla difensiva’. Quando di fronte ad un feedback ci mettiamo subito sulla difensiva cercando semplicemente di giustificare il nostro comportamento avvengono due cose: 1) portiamo i nostri interlocutori a non volerci più fornire feedback (di fatto isolandoci, non importa quale sia il nostro ruolo o la nostra posizione gerarchica; 2) ci chiudiamo semplicemente in noi stessi, nelle nostre esperienze e nelle nostre prospettive.

Ascoltiamo per comprendere. Facciamo pratica sul tema dell’ ascolto attivo (il tipo di ascolto che è effettivamente presente e partecipe nella conversazione) inclusa la gestione del linguaggio del corpo allo scopo di stimolare gli altri a fornirci feedback.

Sospendiamo i giudizi. Evitiamo di giudicare chi ci da il feedback e ricordiamoci che cercando di capire veramente la loro prospettiva ci da indizi importantissimi su come il nostro comportamento è percepito dagli altri. Se vogliamo, possiamo imparare molto da tutto questo.

Facciamo domande di chiarimento. Invece di metterci subito sulla difensiva, abituiamoci a fare domande in modo sereno e schietto per chiarire la natura del feedback. Cerchiamo di portare la conversazione su fatti specifici questo contribuisce notevolmente a fornire spunti di apprendimento sia per chi riceve che per chi fornisce il feedback.

bibiliografia: Susan M. Heathfield, About:HR

Inviare commenti e riflessioni a: info@professionelavoro.net

VALORE AGGIUNTO
Rubrica curata dall'Ing. Gian Sandro Simonini

Argomento del Mese: Autoformazione (1)

“La donna suddivideva gli esseri umani in due gruppi: coloro che gioivano per quello che facevano, e coloro che se ne lamentavano. Questi ultimi non provavano piacere nel lavoro e nei giorni santificati, quando erano costretti a riposare, si annoiavano. Si servivano delle parole del Signore (con fatica otterrai il sostentamento durante tutti i giorni della tua vita) come di una scusa per l'inutilità delle loro vite.”

“Ogni uomo ha il diritto di dubitare del proprio compito e di abbandonarlo di tanto in tanto. L'unica cosa che non può fare è dimenticarlo. Chi non dubita di sé stesso è indegno perché confida ciecamente nella propria capacità e pecca di orgoglio. Benedetto colui che attraversa momenti di indecisione.”

“Che cosa stai facendo?”

“Non ho niente da fare” rispose lei.

“Allora impara qualcosa. In questo momento molte persone hanno già rinunciato a vivere. Non si annoiano, non piangono, si limitano ad aspettare che il tempo passi. Non hanno accettato le sfide della vita e la vita non le sfida più. Tu corri questo pericolo: reagisci, affronta la vita, ma non desistere”.

(citazioni tratte dal libro di Paulo Coelho 'Monte Cinque')

Mi accade spesso, nel leggere un libro in relax, di imbattermi in pensieri e riflessioni che mi aiutano a crescere e illuminano di una nuova luce anche eventuali problemi lavorativi. Capita anche a voi?

giansandro.simonini@professionelavoro.net

Libro da non perdere

 

Dare vita alle strategie aziendali. Implementare con efficacia le strategie aziendali attraverso la valorizzazione delle risorse umane

di Marco Capozzo

Il libro individua nella gestione strategica l'unico modo per poter governare un'azienda e suggerisce ai manager d'esercitarla puntando senza riserve sulle risorse umane, capitalizzando le individualità presenti, al fine di cogliere i traguardi dell'azienda contemporaneamente al raggiungimento degli obiettivi di tutti coloro che la costituiscono. Implementare una strategia significa esortare tutte le risorse ad agire secondo una "vision" in ogni situazione, avvantaggiandosi delle capacità professionali dei propri colleghi e lavorando insieme non per il passato, né per il presente, ma soltanto per il futuro e per coloro che domani faranno parte dell'organizzazione e le consentiranno di vivere oltre. Per tendere ad un tale obiettivo, il libro propone una leadership incentrata sul coinvolgimento, basata sul lavoro di team dei manager, tra loro e con le loro risorse.

 

(2007,  Franco Angeli,  pp. 176   Euro 18) 

 

Perla di saggezza


"
La cosa più importante nel comunicare è ascoltare ciò che non viene detto"

Peter F. Drucker

 
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