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| Newsletter - Agoto 2007 - numero 87
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BUON FERRAGOSTO!
BUONE FERIE! o... BUON RIENTRO DALLE FERIE!
L'Argomento del Mese: Il 'perfomance management' nel quotidiano lavorativo (parte 1 di 2).
Quando si ha la responsabilità di fare da supervisore alla performance professionale di collaboratori spesso ci troviamo di fronte a situazioni frustranti: ritardi nelle scadenze fissate; scarsa cura nel lavoro svolto; continuo ricorso al nostro parere per avere istruzioni e indicazioni che già credevamo di avere ben chiarito. Spesso avviene anche che la mancanza di risultati venga addebitata dal collaboratore in causa ad altri; si creano quindi tensioni nel lavoro di gruppo e le persone coinvolte finiscono per essere sempre più professionalmente demotivate. Cosa fare?
La gestione quotidiana del performance management è uno strumento adatto a risolvere il problema; il performance management ci consente di approfondire il dettaglio del contesto, ed è infatti proprio il capire in dettaglio il perché della mancanza degli attesi risultati che ci permette di confrontare in modo concreto e costruittivo il problema. Può darsi che non ci sia effettivamente chiarezza su cosa si debba fare o può anche darsi che ci sia una carenza di strumenti, tempo, competenze individuali o attitudini per svolgere al meglio quel determinato compito.
Il performance management viene svolto appunto per riscontrare queste e altre cause ed identificare quindi spunti di miglioramento. Lo storico guru della qualità W.Edward Demming aveva sempre una domanda chiave quando si riscontravano problemi in prestazioni lavorative individuali “E se fosse il sistema di lavoro, il sistema organizzativo, a determinare il problema?”. Questo da spunto ad una serie di argomenti che è necessario trattare per sviluppare in modo pratico il concetto di performance management. Nella seguente Checklist del Capo alcuni di questi argomenti che saranno completati nel prossimo numero. bibiliografia: Susan M. Heathfield, About:HR
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LA CHECKLIST DEL
CAPO
Il 'perfomance management' nel quotiano lavorativo (parte 1 di 2) |
E’ il modo in cui il lavoro in se è organizzato che determina il problema indipendentemente dalle competenze e capacità della persona?
Siamo sicuri che il collaboratore abbia ben chiaro cosa ci aspettiamo da lui? Abbiamo condiviso con lui la visione di insieme che riguarda il progetto e che a noi è chiara? E noi stessi abbiamo veramente ben chiara la visione d’insieme?
Mostra fiducia nelle sue capacità di svolgere il compito? Quando ci sono ritardi nelle scadenze lavorative a volte la causa può essere legata appunto alla mancanza di questo senso di fiducia da parte della persona; se questo è il caso dobbiamo capire se il fatto sia dovuto ad mancanza di specifica formazione, carenza di strumenti di gestione utili allo scopo o veri e propri aspetti attitudinali non adatti al contesto o al ruolo.
bibiliografia: Susan M. Heathfield, About:HR
...continua nel prossimo numero...
Inviare commenti e riflessioni a: info@professionelavoro.net |
VALORE
AGGIUNTO Rubrica curata dall'Ing. Gian Sandro Simonini |
Argomento del Mese: Autoformazione (3)
“Se non hai incontrato l'amore hai mancato il punto. Sei nato, hai vissuto, sei morto, ma hai mancato il punto. E' un fallimento assoluto. Non hai colto l'intervallo tra le due note....La via verso quell'esperienza consiste di quattro passi: ricordali.
Il primo passo è: sii qui-e-ora. Perché l'amore è possibile solo nel qui-e-ora. Il passato e il futuro sono solo modi di evitare l'amore
Il secondo passo è: impara a trasformare i tuoi veleni in miele. Perché parecchi amano ma il loro amore è contaminato da veleni: odio, gelosia, ira, possessività
Terzo: condividi. Quando una cosa è negativa tienila per te, quando è positiva condividila. Di solito la gente fa il contrario
Quarto: sii nulla. Quando sei pieno di ego l'amore scompare
Così facendo vivrai nel modo giusto ovvero vivrai nel mondo ma non permetterai al mondo di vivere in te.”
(dal libro di Osho "Quell'oscuro intervallo è l'amore")
Forse qualcuno di voi è rimasto sorpreso da queste citazioni, le considera fuori luogo in una newsletter di stampo “aziendale”, pensa che siano frasi prive di riscontro reale, adatte a seguaci di qualche misteriosa setta religiosa. E' proprio per questo, per rispettare gli scettici, che non mi sono dilungato nello spiegare ognuno dei quattro passi. A tutte queste persone consiglio tuttavia di sospendere qualunque giudizio fino a dopo aver letto il libro. Non ha controindicazioni ed è un ottimo modo di passare qualche ora di ferie.
giansandro.simonini@professionelavoro.net
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| Libro da non perdere |
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Il grande libro del cinema per manager
50 film letti in chiave d’impresa
di F. Bogliari, S. Di Giorgi, M. Lombardi, P. Trupiadi
È possibile raccontare e interpretare l’impresa attraverso il cinema? È possibile “leggere” film come Shining, Bianca, Paris,Texas, Il deserto dei Tartari, Sentieri selvaggi, Le invasioni barbariche, Fitzcarraldo, Il Vangelo secondo Matteo per capire le problematiche di un’impresa e orientare al meglio il potenziale delle sue risorse umane?
È la scommessa di questo volume, che propone la lettura in chiave manageriale e aziendale di 50 grandi film. Capolavori senza tempo e opere recenti appartenenti a tutti i generi – dal western alla commedia – diretti da registi come Woody Allen, John Ford, Steven Spielberg, Nanni Moretti, Lars von Trier e molti altri.
Film di argomento vario, scelti per le metafore che ne possono derivare in chiave manageriale, a riprova dell’universalità della più moderna tra le forme di espressione artistica. Titoli dai quali ricavare spunti di riflessione e discussione su concetti chiave come leadership, cambiamento, competenze, creatività, carriera, complessità, missione, organizzazione, ruoli, talento, formazione, mobbing, gruppo, diversità, innovazione ecc.
Ogni film, dopo una breve nota informativa e un riassunto essenziale, viene analizzato e interpretato per gli insegnamenti che può fornire a chi lavora in impresa in posizioni di responsabilità manageriale e imprenditoriale, come consulente, ma anche come giovane neoassunto con potenziale di crescita, senza dimenticare coloro che nell’impresa non sono ancora entrati e stanno studiando per farlo.
(2007, ETAS,
pp. 156 Euro 18)
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| Perla di saggezza |
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"Dare alle persone fiducia in se stesse è la cosa più importante che possa fare."
Jack Welch
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le fasi della gestione delle risorse umane.
Promuovere la diffusione di strumenti
gestionali di analisi realizzati per facilitare e controllare la struttura
organizzativa.
Aiutare le aziende a diventare pił produttive attraverso un'analisi del loro stato di salute, in termini di
livello di soddisfazione dei dipendenti.
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