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Newsletter -  Settembre - Ottobre 2007 / numero 88  www.professionelavoro.net

L'Argomento del Mese:   Il 'perfomance management' nel quotidiano lavorativo (parte 2 di 2).

...continua dal numero precedente...

 

LA CHECKLIST DEL CAPO
Il 'perfomance management' nel quotiano lavorativo (parte 2 di 2) - segue dal numero precedente

Mette in pratica una gestione efficace del lavoro? Per esempio il collaboratore è abituato a scomporre compiti complessi in singole attività più semplici? Segue un metodo per tener conto del progresso di un progetto? Organizza una lista di progetti da svolgere fissandone per scritto le priorità?

E’ stata fissata assieme al collaboratore una meta critica? Una meta critica è un punto di riferimento che identifica il raggiungimento di una parte importante del progetto in causa. Con il raggiungimento di questa meta dovrebbe coincidere la formulazione di un feedback preciso e costruttivo sul lavoro svolto.

Il collaboratore ha accesso al fattivo e competente aiuto di altri collaboratori? Detti collaboratori sono coinvolti formalmente al progetto? Mantengono gli impegni presi? Danno un fattivo supporto al progetto?

Il collaboratore mostra di comprendere come il suo lavoro si integri con il flusso di attività dell’azienda? L’azienda ha fattivamente preso iniziative per articolare questa integrazione?

Sono chiari in azienda quali siano gli standard di eccellenza a cui si mira? Si comprende il perché si miri a questi standard? Si mostra di agire fattivamente per raggiungerli?

Il collaboratore si sente apprezzato e riconosciuto per il lavoro che svolge?


La comprensione di questi aspetti, e la loro gestione proattiva e costruttiva, da un contributo tangibile e concreto al miglioramento della prestazione professionale dei collaboratori. Da notare che il performance management implica un senso progettuale e di responsaibilità sia da parte dell’azienda che da parte del collaboratore.

bibiliografia: Susan M. Heathfield, About:HR

Inviare commenti e riflessioni a: info@professionelavoro.net

VALORE AGGIUNTO
Rubrica curata dall'Ing. Gian Sandro Simonini

Argomento del Mese: Mens lenta in corpore celere

Parafrasando il celebre mens sana in corpore sano Domenico De Masi intende farci riflettere su un dato apparentemente paradossale:

la fantasia è una macchina velocissima che, per correre, ha bisogno di quello strano carburante che è la lentezza......... Senza lentezza l'immaginazione si spegne e il benessere si dilegua........Nel 2000 siamo approdati all'attuale società post industriale dove i beni materiali sono prodotti meccanicamente e all'uomo spetta realizzare soprattutto idee. La creatività è finalmente balzata al primo posto e l'esigenza di riflettere con lentezza è diventata irrinunciabile. Per la prima volta nella storia dell'umanità la velocità del corpo è potenziata dagli aerei e da internet, quella della mente è frenata dal bisogno di riflessione e l'uomo può sperimentare quell'equilibrio al quale aspirava da sempre.

Io ritengo che la scelta per l'uomo di oggi sia appunto tra l'essere consapevole di tutto ciò e quindi attuare correttivi al suo modo di vita per frenare e ritagliarsi spazi di riflessione e creatività o continuare a vivere sempre più freneticamente a prezzo della salute fisica e mentale.

Silvano Agosti, nel suo libro Lettere dalla Kirghisia narra di una società dove in ogni settore pubblico e privato, non si lavora più di tre ore al giorno, a pieno stipendio, con la riserva di un'eventuale ora di straordinario. Le rimanenti 20 o 21 ore della giornata vengono dedicate al sonno, al cibo, alla creatività, all'amore, alla vita, a se stessi ai propri figli e ai propri simili. La produttività si è così triplicata, dato che una persona felice sembra essere in grado di produrre, in un giorno, più di quanto in essere sottomesso e frustrato riesce a produrre in una settimana.

Vogliamo provare ad avvicinarsi ad un simile tipo di vita?

giansandro.simonini@professionelavoro.net

Libro da non perdere

 

Il futuro oltre lo «stretto». Indagine sul capitale umano: i diplomandi nel sistema locale del lavoro di Palermo

curatore A. Buccafusco

Le competenze e le genialità creative dell'uomo rappresentano ormai i fattori strategici, non solo per lo sviluppo economico dei paesi ma, soprattutto, per la loro armonica crescita civile. Non a caso il capitale umano, anche nelle sue naturali interrelazioni con il capitale sociale, è al centro della riflessione di molte discipline sociali ed economiche, rappresentando l'elemento cruciale delle società nella misura in cui esso determina la qualità dell'organizzazione dei sistemi socio-economici e l'innovazione delle tecnologie.

 

La presente ricerca ha focalizzato l'attenzione su un segmento importante della futura società palermitana (i giovani diciottenni alle soglie del diploma), cercando di coglierne competenze atteggiamenti e valori. L'intento è quello di verificare il livello di compatibilità di tale capitale umano in formazione con un mondo in continua trasformazione, nel quale coesione sociale, mobilità del lavoro e competizione internazionale giocano un ruolo importante nell'odierna economia della conoscenza (knowledge economy), dove "ciò che si sa" è la vera ricchezza di una collettività.

 

I risultati della ricerca, letti nell'ottica di tale competizione, "prescrivono" una urgente e seria riflessione che - a livello di pubbliche istituzioni - stimoli politiche per la crescita sociale ed economica: politiche che abbiano come elemento prioritario l'utilizzo di maggiori risorse per rendere fecondo il rapporto tra formazione giovanile e dinamiche locali dello sviluppo.

 

(2007,  Franco Angeli,  pp. 336  Euro 30) 

 

Perla di saggezza


"Non è indispensabile cambiare; la sopravvivenza non è obbligatoria"

W. Edwards Deming

 

 
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