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Newsletter - Settembre 2008 - numero 99 www.professionelavoro.net

Riunioni efficaci per produrre risultati... alcune linee guida (parte 1 di 2)

In azienda un buon numero di persone si trovano a passare parecchio tempo in riunioni. Si convocano riunioni per i piu’ svariati motivi riconducibili alla necessita’ di incrementare efficacia ed efficienza. Al tempo stesso non e’ insolito rendersi conto che le stesse riunioni a tutto servono tranne che ad incrementare efficacia e soprattutto efficienza; si ha l’impressione di perdere del tempo e complicarci la vita invece di semplificarla! Il tutto dipende da un aspetto semplice e trascurato al tempo stesso: il metodo per gestire queste riunioni. Di seguito e nel prossimo numero alcune linee guida essenziali per farlo.

LA CHECKLIST DEL CAPO
Riunioni efficaci per produrre risultati... alcune linee guida (parte 1 di 2)

Pianificare la riunione

Cominciare dalla fine: partire avendo ben chiari quali sono gli obiettivi da raggiungere. A cosa serve la riunione? E’ veramente necessaria? Chi deve essere coinvolto e perche’? Cosa fare per convocare tutte le persone da coinvolgere e creare il contesto che assicuri la loro attiva presenza?

Produrre uno schema riassuntivo degli argomenti

Produrre uno schema riassuntivo degli argomenti da discutere nel corso della riunione e gli obiettivi da raggiungere utilizzando anche il feedback o commenti e suggerimenti provenienti da persone che parteciperanno all’incontro.

Distribuire e rivedere lo schema riassuntivo prima dell’incontro

Assicurarsi che tutti i partecipanti ottengano copia dello schema riassuntivo e abbiano modo di fornire nuovi commenti; rivedere lo schema a seguito dei commenti e distribuirlo di nuovo a tutti i partecipanti prima dell’incontro.

 

bibliografia "HR-about.com" - Susan M.Heathfield

Inviare Commenti e riflessioni a: info@professionelavoro.net

 

VALORE AGGIUNTO
Rubrica curata dall'Ing. Gian Sandro Simonini

Argomento del Mese: parole desuete

Prendo spunto dal libro di Paola Mastrocola "La scuola raccontata al mio cane" per invitarvi a riflettere sulle parole passione, zelo costanza che l'autrice riscontra essere oggi sempre più assenti dagli obbiettivi della scuola e anche da quelli del mondo del lavoro e della nostra società complessivamente intesa.

Si perché “quando un giovane fa un colloquio di lavoro, gli viene chiesto di avere conoscenze tecniche (lingue, informatica, ecc), disponibilità a viaggiare, flessibilità mentale, capacità di problem solving. Non gli viene chiesto né di amare quello che fa, né di essere costante in quello che fa (anzi, la costanza essendo anch'essa una virtù molto...statica, sarebbe addiritura controproducente). Studiare vuol dire stare molto fermi con la mente su una cosa sola e per moltissimo tempo, tre cose che contrastano con la mobilità, la molteplicità, la velocità....L'idea di studio è radicalmente inattuale. Non c'è, non esiste nell'immaginario sociale.”

Io credo sia un grosso difetto dei nostri tempi e che occorra tornare ad insegnare la necessità e la bellezza dell'approfondire un argomento, del perfezionarsi in un mestiere o in una professione, prendendo esempio dagli scienziati che dedicano la vita ad approfondire una stessa ricerca ma fanno progredire il mondo, così come i grandi musicisti con anni di studio riescono a creare musica intramontabile.
Costruiamoci una solida e profonda conoscenza, in un qualsiasi campo che ci appassioni veramente, e non avremo problemi di disoccupazione.

 

Inviare Commenti e riflessioni a: giansandro.simonini@professionelavoro.net

 

Libro da non perdere

 

Competere nella complessita'. Il management fra ordine e caos

di Alessandro Cravera

La gestione delle aziende in cui siamo cresciuti e le prassi manageriali in uso sono caratterizzate dalla ricerca di soluzioni volte alla semplificazione dei problemi. Strategia, organizzazione, pianificazione e budgeting, tutti sono fortemente influenzati da questa logica, con l'obiettivo di ridurre l'incertezza attraverso razionalità e controllo. Ma il mondo che ha dato origine a questi sistemi oggi non esiste più. Le scoperte scientifiche dell'ultimo secolo hanno messo in crisi il paradigma dell'ordine, facendo emergere il concetto di complessità. Abbiamo capito che la realtà è tutt'altro che lineare e che occorrono nuovi approcci per spiegarla e fare previsioni. Dalla biologia all'informatica, molte discipline hanno avviato la propria "rivoluzione della complessità". Non così il management che, nonostante sia costantemente a contatto con i paradossi e l'incertezza dell'ambiente in cui opera, sembra essere la scienza più impermeabile al nuovo, la più restia ad abbandonare le proprie convinzioni, ormai inefficienti. Per rispondere alla sfida della complessità nel management, il libro di Alessandro Cravera propone un vero e proprio rovesciamento dei paradigmi correnti. Con una costruzione logica e contenutistica efficace, basata sull'analisi delle grandi scuole di pensiero manageriale dominante e sulla loro confutazione, apre un dibattito su modelli e metodi di management consolidati, per fare emergere nuovi modi di agire e di competere nella complessità.

(2008, ETAS, pp.243 21 Euro)

Perla di saggezza

 

“Una riunione efficace e’ dovuta per l’80% alla pianificazione e per il 20% all’esecuzione. Troppo spesso si dedica molto tempo all’esecuzione e pochissimo alla pianificazione; per questo non si hanno i risultati attesi.”

Tim A. Lewis

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