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Newsletter - Dicembre 2008 - numero 102 www.professionelavoro.net

Quando un gruppo di persone forma veramente un 'gruppo di lavoro' (parte 2 di 2)

LA CHECKLIST DEL CAPO
Quando un gruppo di persone forma veramente un 'gruppo di lavoro' parte 2 di 2

 

Di seguito i sette elementi chiave alla costruizione e all'evoluzione di un 'gruppo di lavoro':

Obiettivo
Nessun gruppo di lavoro può essere efficace se l'obiettivo che deve raggiungere non è chiaro e ampiamente condiviso dai suoi membri. L'obiettivo di un gruppo di lavoro efficace deve essere definito in termini di risultato, costruito su dati osservabili e risorse disponibili, espresso in termini chiari, chiarito e articolato in compiti, e infine valutabile. Un obiettivo chiaro e ben esplicitato contribuisce a consolidare la coesione e il senso di appartenenza al gruppo da parte dei suoi componenti e contemporaneamente contribuisce a definire in maniera chiara il rapporto con l'organizzazione, quindi il clima interno.


Metodo
Il metodo assume per il gruppo una duplice accezione: da una parte stabilisce i principi, i criteri e le norme che orientano l'attività del gruppo, dall'altra richiama le modalità di organizzazione e strutturazione efficace dell'attività stessa. Un buon metodo di lavoro da sicurezza al gruppo e permette un miglior utilizzo nell'uso e nella gestione delle risorse disponibili.


Ruolo
Il ruolo rappresenta la parte assegnata a ciascun membro del gruppo in funzione del riconoscimento delle sue competenze e capacità; esso racchiude poi anche l'insieme dei comportamenti che ci si attende da chi occupa una certa posizione all'interno del gruppo stesso. Fondamentale per un efficace sistema di ruoli è la qualità della comunicazione interna al gruppo stesso perché un suo corretto funzionamento permette che si realizzi corrispondenza tra attese e richieste dei singoli e prestazioni e comportamenti del gruppo.


Leadership
La leadership è la variabile di snodo tra le variabili di tipo strutturale, quali obiettivo, metodo e ruoli, e variabili di tipo processuale, quali clima, comunicazione e sviluppo. Il leader si definisce in primo luogo come un professionista di relazioni, anche se non esiste "il buon leader" per antonomasia, ma piuttosto si dovrebbero definire delle funzioni di leadership efficacemente svolte e ruoli di leader ben negoziati e definiti. E' inoltre importante che la funzione di leadership sia quanto più possibile circolare e diffusa a seconda degli obiettivi e dei compiti del gruppo nelle diverse occasioni. Questo significa che esisterà un leader istituzionale, che è quello individuato dall'organizzazione e che avrà la responsabilità e l'autorità del ruolo formalmente affidatogli, ma che proprio grazie ad essi, questo leader avrà la facoltà di scegliere i leader situazionali di volta in volta più idonei al perseguimento degli obiettivi del gruppo stesso. Dunque egli avrà il compito di individuare, sulla base della conoscenza delle competenze degli altri membri del gruppo, quelle persone che di volta saranno più idonei ad affiancarlo e a cui potranno essere delegati compiti e funzioni necessari per il buon funzionamento del gruppo stesso.


Comunicazione
La comunicazione è il processo chiave che permette il funzionamento del lavoro di gruppo poiché permette lo scambio di informazioni finalizzato al raggiungimento dei risultati. Tuttavia essa orienta ed è a sua volta orientata dal sistema di relazioni e ruoli presenti nel gruppo stesso.
Essa presuppone tre livelli:
- uno interattivo, che va a impattare sulla struttura relazionale del gruppo;
- uno informativo, che è relativo allo scambio e all'elaborazione di materiali e conoscenze inerenti il lavoro;
- uno trasformativo, che concerne gli scambi che producono il cambiamento.
Il processo comunicativo diventa anche il luogo di verifica del linguaggio del gruppo e la definizione del codice.


Clima
Il clima consiste nell'insieme degli elementi, delle opinioni, delle percezioni dei singoli membri rispetto alla qualità dell'ambiente del gruppo e della sua atmosfera. Una buona percezione del clima si attua quando c'è un giusto sostegno e calore nel gruppo, i ruoli dei singoli sono riconosciuti e valorizzati, la comunicazione è aperta, chiara e fornisce feedback accettabili sui comportamenti delle persone e sui risultati conseguiti dal gruppo. Una leadership partecipativa e gli obiettivi opportunamente calibrati alle capacità del gruppo sono tra i fattori che maggiormente influenzano il clima.


Sviluppo
Questa variabile identifica la costruzione del sistema di competenze del gruppo di lavoro e parallelamente la crescita del sistema delle competenze individuali. I due processi dovrebbero portare da una parte allo sviluppo del singolo all'interno del gruppo e dall'altra alla creazione all'interno del gruppo di un sapere condiviso e diffuso e alla capacità di lavorare in modo efficace. 


Bibliografia:
E.Spaltro, P.De Vito Piscitelli   Psicologia per le organizzazioni  La Nuova Italia Scientifica  Roma  1990 
G.P. Quaglino, M.Mander   I climi organizzativi  Il Mulino  Bologna  1987 
G.P. Quaglino, S. casagrande, A. Castellano   Gruppo di lavoro, lavoro di gruppo  Raffaello Cortina Editore  Milano  2001 
Lewin  K.   Principi di psicologia topologica  O.S. Firenze  Firenze  1961 
Lewin  K.   Teoria e sperimentazione in psicologia sociale  Il Mulino  Bologna  1976 
Spaltro  E.   Gruppi e cambiamento  Etas Kompass  Milano  1970 
Spaltro  E.   Pluralità  Patron  Bologna  1985 

Inviare Commenti e riflessioni a: info@professionelavoro.net

 

VALORE AGGIUNTO
Rubrica curata dall'Ing. Gian Sandro Simonini

Argomento del Mese: gioia di vivere

Nella nostra epoca sembrano moltiplicarsi le occasioni di svago e distrazione nella misura in cui diminuisce la gioia di vivere nelle sue espressioni più semplici e schiette. L'uomo veramente felice non sente il bisogno di fuggire da se stesso e dalle proprie condizioni abituali di vita. La corsa frenetica ai piaceri e ai divertimenti nasce da un disagio interiore, dalla noia, dall'insofferenza del proprio stato e dal bisogno di colmare il proprio deficit psicologico gettando nell'io il maggior numero possibile di stimolanti e reagenti. Svagarsi, divertirsi, distrarsi rientra nell'economia naturale e legittima della nostra mente che non può, come un motore, ripetere sempre i medesimi atti. Un'economia anormale e patologica è invece quella in cui la mente è schiava della propria irrequietezza, vittima di una smania che non si placa se non ricorrendo in misura sempre più frequente e intensa all'eccitamento provocato dai piaceri diversivi.........All'origine di questa ricerca (dei piaceri diversivi) spesso morbosa e irrefrenabile, non vi è la gioia di vivere bensì la paura e lo smarrimento.


Questo brano è parte di un saggio di Remo Cantoni pubblicato sul settimanale milanese Epoca nei primi anni '50. La sua evidente attualità dimostra che in quasi 60 anni, nonostante l'indubbio miglioramento delle nostre condizioni economiche, abbiamo fatto ben pochi progressi quanto a gioia di vivere.

 

 

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Libro da non perdere

 

Leadership ad arte. Un percorso di lettura non convenzionale tra i ritratti di personaggi illustri e storie esemplari

di Fernando Noris

Il volume presenta le varie sfaccettature del concetto di leadership mediante numerosi dipinti. I dipinti, che mostrano altrettanti personaggi illustri, vengono reinterpretati e vanno ad acquisire una nuova significazione. Il concetto stesso di leader viene analizzato in ogni sua differente sfaccettatura: dal leader autorevole a quello autoritario, dal condottiero all'uomo di cultura, dal discente al docente.

(2008, Sestante, pp.74, 22 Euro)

Perla di saggezza

 

“Con il talento si vincono le partite, ma e' con il lavoro di squadra e l'intelligenza che si vincono i campionati"

Michael Jordan

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